venerdì 17 febbraio 2023

Il mito della persecuzione - come i primi cristiani hanno inventato una storia di martirio



Candida Moss

The Myth of Persecution: How Early Christians Invented a Story of Martyrdom

New York: HarperCollins, 2013


Il mito della persecuzione: come i primi cristiani hanno inventato una storia di martirio


In "Il mito della persecuzione", Candida Moss, una delle principali esperte di cristianesimo antico, rivela come la chiesa primitiva abbia esagerato, inventato e falsificato storie di martiri cristiani e come il pericoloso lascito di un complesso di martirio venga utilizzato oggi per silenziare il dissenso e galvanizzare una nuova generazione di guerrieri culturali.


Secondo la tradizione ecclesiastica cara e la credenza popolare, prima che l'imperatore Costantino rendesse legale il cristianesimo nel IV secolo, i primi cristiani venivano sistematicamente perseguitati da un brutale Impero Romano intenzionato alla loro distruzione. Come racconta la storia, un vasto numero di credenti veniva gettato ai leoni, torturato o bruciato vivo perché rifiutavano di rinunciare a Cristo. Questi santi, eroi ispiratori del cristianesimo, sono ancora venerati oggi.


Moss, tuttavia, mette in luce che l'"età dei martiri" è una finzione: non c'è stata nessuna lunga e sostenuta persecuzione dei cristiani da parte dei Romani per 300 anni. Invece, queste storie erano esagerazioni pie, riscritture altamente stilizzate delle tradizioni di morte nobiliari ebraiche, greche e romane, e persino falsificazioni destinate a emarginare gli eretici, ispirare i fedeli e finanziare le chiese.


La tradizionale storia della persecuzione è ancora insegnata nelle lezioni delle scuole domenicali, celebrata nei sermoni e utilizzata da leader ecclesiastici, politici e opinionisti dei media che insistono sul fatto che i cristiani sono stati, e sempre saranno, perseguitati da un mondo ostile e secolare. Sebbene la violenza contro i cristiani accada in parti selezionate del mondo oggi, la retorica della persecuzione è fuorviante e radicata in una storia inesatta della chiesa primitiva. Moss esorta i cristiani moderni ad abbandonare l'assunzione cospirativa che il mondo sia contro i cristiani e, piuttosto, ad abbracciare il conforto, l'istruzione morale e la guida spirituale che queste storie di martirio forniscono.


punti notevoli del libro.

 Basato su una prodigiosa erudizione, profondamente seria. Mostra al lettore l'importanza di spazzare via i racconti fantasiosi e che usano il passato come scusa, una storia che è stata romanzata per troppo tempo, ci ricorda che gran parte di ciò che accettiamo acriticamente è leggenda pia, ma tali leggende avvelenano il linguaggio religioso e politico del nostro tempo.. 

Moss smantella la giustificazione che alcuni cristiani erigono per giustificare il loro conflitto con gli altri.

Toglie il velo su uno dei segreti meglio custoditi della storia occidentale: che i cristiani non furono mai oggetto di una persecuzione sostenuta. 


giudizi:

“Brillante e provocatorio… Sulla base di attente letture delle tradizionali storie dei martiri e di una profonda ricerca storica, Moss dimostra in modo convincente che non esiste alcuna prova di una diffusa persecuzione dei cristiani da parte dei romani”. — —Publisher's Weekly


lunedì 28 novembre 2022

L'entità La clamorosa scoperta del servizio segreto vaticano

 

L'entità

La clamorosa scoperta del servizio segreto vaticano: intrighi, omicidi, complotti degli ultimi cinquecento anni.


di Eric Frattini
 Fazi Editore
dal risvolto di copertina:
Il papato, una delle istituzioni più antiche del mondo, ha da sempre un doppio ruolo: autorità spirituale e religiosa e attore fondamentale della scena politica internazionale. E proprio per rafforzare il suo potere, nel 1566 venne fondato il servizio di intelligence pontificio: da allora fino ai giorni nostri, l'Entità e il suo controspionaggio, il Sodalitium Pianum, hanno secondo l'autore - assassinato re, capi di Stato ed esponenti dell'alta economia come Enrico IV di Francia o Roberto Calvi; preso parte a rivoluzioni, finanziato dittatori e appoggiato golpe; creato società segrete al cui interno sono stati pianificati ed eseguiti omicidi politici e traffici d'armi internazionali; organizzato la fuga di criminali di guerra nazisti e provocato crack finanziari. Tutto in nome di Dio e della fede cattolica e dietro mandato del sommo pontefice, secondo il motto "per la croce e con la spada". Questo libro racconta cinque secoli di operazioni segrete dell'Entità, da Pio V a Benedetto XVI, soffermandosi in particolare sulle pagine ancora oscure della storia vaticana degli ultimi decenni (l'improvvisa e misteriosa morte di papa Luciani, l'attentato a Wojtyla, la gestione di Marcinkus dello IOR e il suo coinvolgimento nel fallimento del Banco Ambrosiano).

un saggio sconvolgente e molto documentato, che svela episodi inediti e getta nuova luce sulle vicende che hanno visto implicati non soltanto lo Stato della Chiesa, ma anche l'Italia e le maggiori potenze politiche mondiali.


da pagina 147-148

Alla morte di Giuseppe I del Portogallo, avvenuta il 24 febbraio 1777, Il marchese Pombal fu costretto a dimettersi e si ritirò nei suoi possedimenti possedimenti a Oyeras. ma l'Entità non permise All’ex ministro, il grande nemico deii Gesuiti, di rimanere impunito.




giovedì 18 marzo 2021

La religione dell’amore

 La religione dell’amore. Come commuove e seduce il suono di queste parale. E non deve la più fredda critica struggersi al calore di questo amore? In realtà questa denominazione ha sempre aperto al Cristianesimo tutte le porte e ancor oggi i nemici della chiesa e dei dogmi, gli stessi negatori dell’eterna beatitudine, si chinano con profondo rispetto innanzi a questa parola redentrice. Davanti a questa parola si ferma la diffidenza dei dubbiosi; anche i demolitori che non hanno il minimo scrupolo l’ammettono, anzi la difendono. È il segno misterioso con cui da due millenni le generazioni e i partiti si intendono l’uno con l’altro al di sopra e al di là di tutte le discordie. Come può succedere questo? Li unisce in ciò una comune virtù o non piuttosto una comune debolezza? La questione è penosa, ma una volta deve essere posta. Non sono esistite culture per cui questa parola non sarebbe stata affatto meravigliosa? Una disposizione naturale molle, dice Seneca, tende ad altri difetti che non quella energica, cioè alla compassione, all’amore, alla mancanza di fiducia in sé. Misericordia e amore considerati come difetti, davanti ai quali deve stare in guardia il carattere debole. E il Cristianesimo non solo li difende, ma ne fa principio fondamentale, lega ad essi la sua speranza e dove non ci sono trova solo infelicità e dannazione.

 

Walter Friedrich Otto

Spirito Classico e mondo cristiano

La nuova italia Editrice, 1973, Firenze

martedì 30 giugno 2020

Film: La bussola d'oro

(...)
Certamente, questa non è la prima, e non sarà l'ultima opera fantasy a scatenare le iree di gruppi intransigenti che vedono nella letteratura e nel cinema di genere attacchi alla religione cattolica. Vale la pena ricordare che in questo caso, però, alle pià gettonate critiche mosse contro il genere fantasy, si aggiungono osservazioni più circostanziate contro il modo in cui Pullman ha presentato la Chiesa nella sua opera: una sorta di autorità sovranazionale oppressiva, chiamata Magisterium, che controlla con ferrea determinazione lo sviluppo delle scienze (chiamata teologia sperimentale) e che attraverso l'organizzazione segreta dell'Intendenza Generale per l'Oblazione rapisce centinaia di ragazzi sui quali conduce poi crudeli e dolorosi esperimenti.

A surriscaldare gli animi hanno contribuito alcune dichiarazioni dello scrittore che in un discorso più ampio, nel quale si è spinto ad avvicinare la Chiesa agli stati totalitari come la Russia di Stalin (in cui il libro di preghiere era il Capitale di Marx e il sacerdozio era sostituito dalla militanza nel partito comunista), ha dichiarato che la migliore religione è quella che si tiene lontana dal potere, perché quando una religione raggiunge il potere si volge al male.
(...)
dal sito: http://www.fantasymagazine.it/notizie/8336/

domenica 14 giugno 2020

L' isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina

L’Isola del Silenzio, o il passato che rimane ancora vivo

"L’isola del silenzio"di Horacio Verbitsky

Fandango Libri ,184 pagine, 15 euro

di Alessandro Bottero
Non è una lettura facile questo libro, ma è da leggere. Parla di una guerra sporca, una guerra che tale era, forse, solo nella testa di chi la scatenò. Parla di una dittatura sottovalutata ma efferatissima e terribile. Parla dell’Argentina dal 1976 al 1983.Dal 1976 al 1981 io ho fatto il liceo. In quegli anni “Argentina” o “Cile” erano sinonimo di dittatura. Ed era vero. I desaparecidos, gli “scomparsi”. Persone che nella notte venivano portati via, e di cui si perdeva le tracce. In Italia che si sapeva? Poco o nulla. O meglio, quel che se ne sapeva era pesantemente condizionato dalla Guerra Fredda, che esisteva. I militari argentini avevano riportato l’ordine. I militari argentini massacravano innocenti. E intanto nel 1978 si andava in Argentina per i mondiali di calcio, e l’Argentina vinceva piegando un’Olanda irripetibile. Ricordo quelle partite. Ricordo gli stadi pieni di persone che acclamavano, forse sfogando in questo modo i terrori di oltre 24 mesi di dittatura e torture. A ripensarci furono Mondiali di calcio di cui vergognarsi, per il modo in cui i giornalisti sportivi italiani evitavano accuratamente di parlare o anche solo fare il minimo accenno alla vita vera di quel paese.E mentre il pallone rotolava in Argentina i desaparecidos continuavano a desaparecidar. La gente spariva. I ragazzi sparivano. I genitori sparivano. C’era una entità socio politica che però tutto sapeva e tutto seguiva. La Chiesa Argentina. Anzi, no. Siamo più precisi. Le alte gerarchie della Chiesa. Non i sacerdoti di base, o i volontari laici che lavoravano a stretto contatto con i poveri. Si parla del Nunzio Apostolico Pio Laghi, che in quella terra e in quegli anni gioca a tennis con i generali torturatori. O del Cardinale Bergoglio, all’epoca generale dei Gesuiti, che dimentica, non sa, dice e non dice, e forse denuncia, sicuramente non difende. O di Don Grasselli, sacerdote e poi vescovo che sa tutto. Sa dove sono gli scomparsi, sa chi non è più scomparso, ma cadavere. Sa ma non dice.L’isola del silenzio è un’isola nascosta, dove i militari argentini tengono dei prigionieri per “rieducarli”. Convertirli ai valori dell’Occidente, e utilizzarli poi come contro-spie, infiltrati tra i fantomatici terroristi rossi senza dio che vogliono precipitare l’Argentina nel caos infernale.Ma l’isola del silenzio è anche la chiesa cattolica argentina, dove si tace di questo passato di evidente contiguità tra gerarchie militari e religiose. Collusione? Difficile a dirsi. Comuni obiettivi? Forse. Eliminare la “gramigna comunista”. Difendere il “bene comune, sacrificando il singolo”. Discorsi che risuonano terrificanti in bocca a chiunque. Tanto più a un uomo di Dio.Horacio Verbitsky è un giornalista investigativo serio. In questo libro tutto si basa su documenti, dichiarazioni, riscontri. Non si inventa nulla, questa è la cosa terribile. Credo che libri come questo servano. È indispensabile aggrapparsi con forza alla memoria storica e non lasciare svanire nel silenzio pagine tragiche.E oltretutto la storia insegna cose curiose e interessanti. All’epoca dell’elezione al pontificato di Ratzinger, uno degli avversari più accreditati dalla stampa era il cardinale di Buenos Aires, tal Bergoglio, appunto, dipinto come sudamericano progressista. Eppure Bergoglio è colui che secondo Verbitsky (e sulla base dei documenti da lui raccolti) quando era generale dei gesuiti in argentina, ha denunciato due gesuiti alla giunta militare, condannandoli così a cinque mesi di torture e prigionia. Lo stesso Bergoglio che ha sempre negato tutto.