mercoledì 21 maggio 2008

Cattolici No a «Famiglia cristiana»

Corriere della Sera 21.5.08
Cattolici No a «Famiglia cristiana»
Roccella: è sbagliato voler cambiare la 194

ROMA- Oggi alla conferenza stampa organizzata presso la Camera dei deputati dal Movimento per la vita a trent'anni della legge sull'aborto, per «ridiscutere la 194», Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, non ci sarà.
Il mondo cattolico è in pressing contro la legge 194 e Famiglia cristiana ha lanciato quasi un altolà per modificarla subito. Lei è stata uno dei due portavoce del Family Day, come giudica questi interventi?
«Spostare l'attenzione dalle politiche familiari, per chiedere la modifica della legge 194, secondo me, vuol dire aprire un discorso inevitabilmente ideologico che crea un'immediata spaccatura nel Paese e che quindi è controproducente proprio nell'ottica di chi vuole ridurre il ricorso all'aborto ».
Perché?
«Perché l'approvazione di quella legge e la campagna referendaria che ne seguì, crearono nel Paese una lacerazione che fa ancora male. Ecco, con questi appelli non si fa altro che riaprire quelle vecchie ferite. Nessuna legge è un tabù, naturalmente, ma la fuga in avanti rischia di compromettere la reale possibilità di agire, in positivo, per una diminuzione concreta ed effettiva degli aborti nel nostro Paese. Io, invece, sono sicura che questo obiettivo sia a portata di mano».
Cosa glielo fa credere?
«C'è il clima adatto: anche nel centrosinistra, come dimostra la lettera della precaria Sandra, la risposta del presidente della Repubblica, Napolitano, gli interventi di Miriam Mafai».
Come mai chi va all'attacco della 194 non si rende conto di un possibile effetto boomerang?
«Da parte di Famiglia cristiana
mi è sembrato un intervento ingeneroso nei confronti del governo appena insediato, dovuto forse alla volontà di mettere alla prova il centrodestra, dopo che per due anni, il governo di centrosinistra è stato sempre all'attacco (rispetto alle posizioni della Chiesa) su tutti i temi etici: dai Dico fino alle ultime linee guida della Turco sulla legge 40 sulla fecondazione assistita ».
Cosa farà il nuovo governo?
«La modifica della legge 194 non fa parte del programma del Pdl ed entrambi i leader, Berlusconi e Fini, hanno detto che non si farà. Ma noi abbiamo l'occasione storica di cambiare in concreto. Nel suo discorso programmatico Berlusconi ha parlato di rimuovere le cause economiche del ricorso all'aborto e di un grande piano nazionale per la vita» .
Secondo il settimanale dei paolini, l'aborto è la causa della crisi della natalità in Italia. E' così?
«Non si può scambiare la causa con l'effetto: il problema non è la denatalità, ma la maternità. Oggi in Italia le donne non sono libere di essere madri. Le famiglie non sono libere di avere dei figli. Oggi fare un figlio vuol dire impoverire il proprio reddito del 20 per cento. Proprio per questo intendo istituire subito, all'interno del ministero del Welfare, un coordinamento sulla maternità».