sabato 3 maggio 2008

La Turco: caro Tonini, io non ho forzato la legge

Corriere della Sera 3.5.08
La Turco: caro Tonini, io non ho forzato la legge
di Livia Turco

Gentile direttore, tra le tante reazioni al decreto ministeriale sulle nuove linee guida della legge 40, mi ha colpito quella di Giorgio Tonini, di cui avete dato conto sul Corriere del 1˚maggio. In sostanza l'amico Tonini dice che, al mio posto, non avrebbe probabilmente firmato il decreto per evitare dissidi in sede politica. Soprattutto oggi, alla luce dei nuovi rapporti numerici tra maggioranza e opposizione. Come sempre rispetto il pensiero altrui. Ma Tonini sembra dimenticare un dato. Dal quale non si può prescindere. Questo decreto non è una mossa dettata da opportunità politiche. È un atto amministrativo di governo su una materia delicata oggetto di ripetute sentenze della Magistratura, che hanno creato una situazione di forte incertezza tra gli operatori e i cittadini. Era mio dovere intervenire e l'ho fatto seguendo rigorosamente il dettato della legge 40 che indica molto chiaramente come procedere all'aggiornamento periodico delle sue linee guida. Non farlo, questo sì, sarebbe stato opportunistico. Si sarebbe anteposta una valutazione di opportunità politica all'interesse dei cittadini. Cosa inaccettabile per chi ha una responsabilità di governo del Paese. In ogni caso, sono certa che una lettura attenta delle nuove linee guida da parte di Tonini, che è esperto e acuto osservatore della materia, potrà senza dubbio tranquillizzarlo su un fatto: non c'è stata alcuna forzatura della legge 40. Al contrario, si ristabilisce il primato della legge rispetto alle precedenti linee guida che ne avevano distorto il dettato e lo spirito. Tutto questo porterà a nuove derive ideologiche sulla legge 40, come teme Tonini? Temo che ciò avverrà a prescindere dalle mie nuove linee guida, delle quali, non a caso, si continua a parlare della forma e non del merito. Anche per questo, nel comunicare la pubblicazione in Gazzetta del decreto, ho auspicato che la politica torni ad avere maggiore serenità e fiducia nei confronti della comunità scientifica.
Sono infatti convinta che la responsabile autonomia degli operatori possa valutare, caso per caso, le soluzioni e i percorsi diagnostici, clinici e terapeutici più idonei per garantire il pieno rispetto dei principi costituzionali del diritto alla salute, della dignità della persona e della tutela della vita. E ciò vale anche nel caso della procreazione medicalmente assistita.
Livia Turco