mercoledì 14 maggio 2008

Papa contro la 194, governo pronto

Papa contro la 194, governo pronto

Liberazione del 13 maggio 2008, pag. 5

di Fulvio Fania
Non ci sono dati che tengano. Per papa Ratzinger la legge 194 è «un'ulteriore ferita» nelle «sofferenze della società», «non ha risolto» i problemi di molte donne e famiglie e ha contribuito a «svilire il valore della vita» affidandolo al «giudizio del singolo», benché Benedetto XVI riconosca che «le cause che conducono alla decisione» di abortire «sono molte e complesse».
Non un cenno alla piaga delle mammane che dilagava prima della legge; nessuna considerazione per i risultati raggiunti nella riduzione degli aborti. Protesta infatti l'ex ministra Livia Turco: la legge si è dimostrata «buona» anche per la tutela della maternità, perciò le critiche papali non sono «giustificate».
L'attacco del Papa alla legge non concede attenuanti. Stavolta non si tratta di una condanna generale contro l'interruzione di gravidanza, così frequente nei testi pontifici. Ratzinger prende di mira esplicitamente la normativa italiana e l'occasione appare iniquivocabile: un'udienza agli antiabortisti del Movimento per la vita a trent'anni dall'entrata in vigore della 194.
Coincidenza o no, il ricevimento nella sala delle Benedizioni cade giusto all'indomani della formazione del nuovo governo. Berlusconi deve affrontare ora molte verifiche da parte delle gerarchie e del mondo ecclesiastico che nutrono pur sempre una certa diffidenza nei suoi confronti. Se ne fa interprete l'ultimo numero del settimanale Famiglia cristiana . Il Cavaliere - osserva l'editorale - «s'è distino per anarchia dei valori» durante la campagna elettorale andando «all'arrembaggio contro gli immigrati» e mettendo il silenziatore sulle coppie di fatto. Berlusconi ha soppresso il ministero per la famiglia e ha escluso dai posti di comando cattolici doc come Formigoni o prima ancora Casini.
Ed ecco che un altro Casini, Carlo, capo del Movimento per la vita, tuttora "rammaricato" per non aver potuto condividere la scelta della lista antiaborto di Giuliano Ferrara, si presenta con il suo folto gruppo nella solenne cornice del palazzo apostolico al cospetto del Papa. Il quale prende per buono il "bilancio" degli antiabortisti sull'applicazione della legge e dedica a loro i suoi incondizionati elogi, in particolare per l'opera dei Centri di aiuto alla vita. «Quante vite umane avete salvato dalla morte!», esclama Benedetto XVI. «Difendere la vita umana - continua - è oggi diventato praticamente più difficile perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore». Una «sfiducia nel futuro» alla quale non sarebbe dunque estranea la legge 194. Bisogna «unire gli sforzi» - conclude il Papa - affinché «le diverse istituzioni pongano al centro della loro azione la difesa della vita umana e l'attenzione prioritaria alla famiglia».
A questo richiamo Benedetto XVI non fa seguire indicazioni concrete su come contrastare o "svuotare" la 194, ma il Movimento per la vita, d'intesa con la Cei, da tempo ha rinunciato alle campagne abolizioniste preferendo puntare a misure che limitino la possibilità di ricorso all'aborto, specialmente quello terapeutico, e aprano le porte dei consultori pubblici agli attivisti anti-aborto in nome della "prevenzione".
La prima risposta governativa giunge da Mara Carfagna, ministra delle pari opportunità. «Il problema - afferma - non è discutere la 194, ma applicare la cultura della vita che in questi trent'anni, come dice giustamente il Papa, è stata svilita». Come? «Serve una normativa a favore della famiglia che incentivi le nascite e a favore delle donne affinchè rinuncino ad abortire». Lo spirito della dichiarazione sembra proprio coincidere con i desideri del Movimento per la vita e dei vescovi. Carfagna allude tuttavia ad una legge aggiuntiva evitando l'ipotesi di correzioni alla 194. Nelle stesse ore il Forum delle famiglie annuncia che giovedì consegnerà a Napolitano le firme raccolte per un "fisco a misura di famiglia". Insomma, Berlusconi dovrà rispondere su due fronti. Mentre vari esponenti Pdl si dicono pronti a seguire l'appello del Papa, Marco Pannella bolla l'intervento come «una bestemmia e un insulto allo stato democratico» e chiama a una grande manifestazione di risposta. Nella sua campagna sull'aborto Benedetto XVI guarda anche all'Europa e alla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e chiede «il diritto alla vita fin dal concepimento» e una famiglia «fondata sul matrimonio tra uomo e donna». E il cardinale Martino, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia, rilancia la proposta di una moratoria Onu sugli aborti.