venerdì 9 dicembre 2011

Edifici esenti. Un privilegio che vale 700 milioni l’anno

il Fatto 7.12.11
Edifici esenti. Un privilegio che vale 700 milioni l’anno
di Luca de Carolis

Un privilegio da 700 milioni di euro all’anno. Tanto vale il mancato gettito fiscale da Ici sugli immobili della Chiesa, secondo la stima dell’Associazione nazionale comuni. Valutazione più che prudente di un patrimonio enorme, pressoché incalcolabile. C’è chi parla di un 20-25% degli immobili nazionali. Secondo il settimanale Il Male, solo a Roma i beni ecclesiastici esenti da Ici sono 306, mentre a Milano sono 42. Proprietà spesso in zone centrali, dalla metratura importante, a conferma che l’Ici “mancata” sui beni della Chiesa è una voragine per i bilanci dei Comuni. Anche perché spesso gli enti religiosi, facendo leva su una normativa ambigua, pretendono di non pagare l’imposta anche su immobili che danno reddito. Nel suo libro I senza Dio, il giornalista Stefano Li-viadotti riporta un documento del 2009 del Comune di Roma, pubblicato da l’Espresso, dalle cifre significative. Rispondendo a un’interrogazione sul mancato incasso dell’Ici nel 2006, il sindaco Alemanno scrive: “Le stime indicano in circa 25,5 milioni la perdita di gettito parziale per l’Ici ordinaria. Va aggiunto il minor introito per arretrati, stimato in circa 8 milioni”. Nel marzo scorso, Alemanno ha fornito nuovi numeri: “Gli uffici dell’amministrazione capitolina hanno effettuato una ricognizione, a partire dal 2005, delle attività degli enti ecclesiastici. L’accertamento ha consentito un recupero dell’imposta pari a 9 milioni e 338 mila euro, comprensivi di interessi e sanzioni”. A colpire è anche la destinazione d’uso dei beni ecclesiastici che non conoscono Ici. Tra i 306 immobili romani elencati dal Male, abbondano gli alberghi. Come il Nova Domus, hotel a quattro stelle nei pressi della basilica di San Pietro, o l’Hotel Santa Prisca, alle pendici del colle Aventino, che dà il nome a uno dei quartieri-bene di Roma. Oppure la Villa Eur Parco dei Pini, rinomata per i congressi. Tante le strutture per turismo prevalentemente religioso: in molti casi spartane, quasi sempre dall’ottima ubicazione. Di frequente piene, perché Roma è pur sempre la città dei pellegrini, dove il Giubileo del 2000 ha fatto spuntare decine tra alberghi e pensioni per fedeli da tutto il mondo. Ovviamente, di proprietà del Vaticano. A margine della selva di istituti per suore e ordini religiosi, anche cliniche e case di cura: talvolta enormi, con molto verde e ampi parcheggi. Stesso spartito a Milano, dove tra gli immobili esenti da Ici c’è anche la Residenza universitaria Torrescalla. All’inaugurazione dell’anno accademico, lo scorso 26 novembre, presenziava l’ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi.

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