martedì 19 gennaio 2010

Scuola, aumenti ai professori ma solo a quelli di religione

La Repubblica 17.1.10
Via libera di Tremonti: 220 euro al mese. Protestano gli altri precari
Scuola, aumenti ai professori ma solo a quelli di religione
Salvo Intravaia

Busta paga più ricca per i prof di religione
Il ministero dell’Economia vara un provvedimento ad hoc. Ed è polemica: dimenticati gli altri precari
Si parla di aumenti mensili di 220 euro lordi per 26mila docenti di ruolo e supplenti

«A seguito degli approfondimenti effettuati in merito, si comunica che questa direzione - scrive Roberta Lotti, dirigente del ministero dell´Economia preposta ai Servizi informativi - ha programmato, sulla mensilità di maggio 2010, le necessarie implementazioni per il calcolo degli aumenti biennali spettanti agli insegnanti di religione anche sulla voce IIS (l´indennità integrativa speciale, ndr) a decorrere dal 1 gennaio 2003». Fra 5 mesi, in poche parole, alcune migliaia di insegnanti di Religione si ritroveranno sullo stipendio aumento, che secondo stime sindacali, potrebbe arrivare a 220 euro lordi, ed arretrati: da mille a 2 mila euro. Perché la quota di stipendio rimasta fuori in questi anni dal computo è consistente: pari a un quarto dell´intera retribuzione. A beneficiare del provvedimento saranno alcune migliaia di insegnanti. I supplenti annuali, spiega lo Snadir (il Sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di Religione), "che non abbiano maturato i requisiti per la ricostruzione di carriera", quelli di ruolo "che non avevano maturato il diritto alla ricostruzione di carriera prima della nomina a tempo indeterminato", e coloro che tale diritto lo hanno maturato "successivamente al primo gennaio 2003". Se fossero soltanto 5 mila il giochetto costerebbe ai contribuenti 10 milioni di euro, più tutti gli arretrati. In tutto, i precari di Religione sono quasi 12 mila, più 14 mila docenti di Religione di ruolo. E la restante parte dei supplenti, oltre 100 mila? Nulla, anche se precari da dieci o vent´anni. «È un provvedimento che provoca ingiustizia e discrimina lavoratori della stessa categoria, per questa ragione è incostituzionale», commenta Alessandra Siragusa (Pd), componente della commissione Cultura alla Camera. «Nulla in contrario al riconoscimento - aggiunge il collega Tonino Russo (Pd) - di un diritto, ma non si può fare una discriminazione sulla base della Religione. Anche tanti precari in cattedra ogni giorno professano la stessa religione ed avrebbero diritto agli aumenti di stipendio». La querelle nasce dal fatto che per i prof di Religione, anche precari, una legge del 1980 prevede scatti biennali del 2,5 per cento. Ma a quel tempo erano tutti precari i docenti di Religione e la norma serviva ad agganciare la retribuzione all´aumento del costo della vita. Poi, nel 2005, lo Stato ha immesso in ruolo i docenti di Religione, ma il privilegio è rimasto.

1 commento:

massimo ha detto...

Anche i lettori di Repubblica dovrebbero essere opportunemente informati e non indottrinati da articoli faziosi ed ideologizzati, che contengono imprecisioni ed approssimazioni false e giuridicamente incongruenti ed evidenziano o la disonestà intellettuale o la incompetenza del giornalista SALVO INTRAVAIA, che contro gli insegnanti di religione si è prestato ad una lettura ideologica, superficiale ed antisindacale nell'articolo pubblicato il 16.10.2010 intitolato Aumenti ai prof di religione: È la "sorpresa" di Tremonti. Vorrei ricordare ai lettori di Repubblica che gli insegnanti di religione hanno dei diritti tutelati dalle leggi dello Stato e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavori, come tutti gli altri lavoratori della scuola. Contrariamente a quanto afferma Introvaia, questi lavoratori non riceveranno alcun aumento generalizzato, ma solo la somministrazione di arretrati legittimati da norme contrattuali che saranno somministrati ai soli insegnanti non di ruolo o a quelli di ruolo che non hanno ancora provveduto ad effettuare la ricostruzione di carriera, per un ammontare complessivo di non più di 220 euro annui.

Maggiori informazioni si possono avere leggendo l'articolo di Enrico Lenzi su Avvenire del 19.01.2010 intitolato Docenti di religione «Nessun privilegio» e visitando il sito dello SNADIR http://www.snadir.it/viewDocument.aspx?id=3193.

Illuminante è la dichiarazione di Francesco Scrima della CISL che smaschera la disinformazione, ed evidenzia la modalità antisindacale ed idologica messa in atto da alcuni faziosi e politicizzati sindacati nel commentare la notizia http://www.cislscuola.it/node/19153.