giovedì 14 ottobre 2010

Basilica di San Paolo "Lavori senza permessi"

Basilica di San Paolo "Lavori senza permessi"
LAURA SERLONI
LUNEDÌ, 04 OTTOBRE 2010 LA REPUBBLICA Roma

Sono al lavoro le gru nell´area a ridosso della Basilica di San Paolo. Zona recintata e in via di edificazione, ma non c´è nessun cartello informativo sull´avvio e la fine del cantiere né alcun dato su cosa si stia realizzando. «Non ci sono permessi o documenti. Nulla è stato mai presentato alla Soprintendenza né al Comune per chiedere le autorizzazioni. Li consideriamo lavori abusivi che non tengono conto delle regole urbanistiche della città», affonda Andrea Catarci, presidente del municipio XI.
L´allarme del minisindaco Catarci arriva dopo la denuncia del segretario nazionale dei Radicali, Mario Staderini che ha presentato un esposto in Procura per chiedere la verifica della regolarità dell´intervento a ridosso della Basilica di San Paolo e, qualora ci fossero i presupposti, per procedere al sequestro del manufatto.
«Al Vaticano viene concesso quello che nessun privato potrebbe fare. Il silenzio dei Beni culturali è scandaloso - spiega Staderini - l´edificio in costruzione sembra contrastare in maniera abnorme con i vincoli storici, ambientali e paesaggistici previsti dalle normative nazionali nonché con le disposizioni a tutela dei beni culturali e con le stesse previsioni del piano regolatore». L´area si trova in una zona protetta, un sito compreso dall´Unesco all´interno della lista dei patrimoni dell´umanità. Già perché in epoca romana la zona era occupata da un vasto cimitero subdiale, in uso dal I secolo a. C. al III secolo d. C. che comprendeva diverse tipologie di tombe, dai colombari di famiglia a piccole cappelle funerarie spesso affrescate e decorate con stucchi.
«Non c´è nulla di scritto, ma in quell´area secondo alcune indiscrezioni dovrebbero sorgere ambulatori e uffici dell´ospedale Bambino Gesù - sottolinea Alberto Attanasio, vicepresidente del municipio XI - certamente sarebbe un servizio per il territorio ma andrebbe ristudiata tutta la viabilità, si dovrebbero aprire passi carrabili e istituire numeri civici - spiega aggiungendo - ora però ci domandiamo perché nessuno ci informa e come mai non ci sia trasparenza».
Oltre al patrimonio storico e culturale, il nodo della questione sta nel carico urbanistico che la nuova struttura porterebbe nel quartiere di San Paolo. Sgombra il campo da equivoci, il segretario dei Radicali: «La Santa Sede non si può avvalere dell´extraterritorialità ai sensi dell´articolo 15 del Trattato Lateranense poiché in materia di edilizia, sanità e sicurezza devono sottostare alle disposizioni nazionali». Insomma le facoltà riconosciute dal Trattato non fanno riferimento alla libertà di edificare, ma esclusivamente all´assetto degli immobili già esistenti e non a nuove costruzioni. «Dire che il Trattato Lateranense dà al Vaticano un potere senza limiti è una follia, se fosse così potrebbero costruire un grattacielo senza chiedere il permesso a nessuno. Resta sconvolgente il silenzio di tutte le istituzioni», conclude Staderini.

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