martedì 2 giugno 2009

Abusi sui minori irlandesi L’inchiesta del governo accusa gli istituti cattolici

Corriere della Sera 21.5.09
Un rapporto di 2575 pagine. «Intervenga il Pontefice»
Abusi sui minori irlandesi L’inchiesta del governo accusa gli istituti cattolici
«Migliaia di casi». Il cardinale Brady: provo vergogna
di Fabio Cavalera

LONDRA — Thomas Wall è oggi un signore di sessant’anni e porta dentro di sé l’incubo di quelle giornate trascorse nella scuola-riformatorio gestita dal­la congregazione dei «Fratrum Christianorum», i Brother Chri­stians di Glin, la città irlandese sul fiume Shan­non. Lì dentro la vita quotidiana era segnata dagli orrori. «Ero un bambino e ogni giorno un presu­le abusava di me. No, non c’era modo di evitarlo, era così per tutti, ventiquattro ore su ventiquattro, la tua intimità ve­niva violata». E i piccoli dove­vano piegarsi alle perversioni degli uomini di Chiesa o dei compagni più grandi che ave­vano la «supervisione» nottur­na sulle camerate.

Accadeva pure negli altri isti­tuti della contea di Limerick, sempre sotto l’insegna dei «Fra­trum Chritianorum» il cui mot­to è «Facere e docere», fare e in­segnare. Ma ciò che facevano e insegnavano era qualcosa di or­ribile, di disgustoso. Come an­che in altri collegi dell’Irlanda: ad esempio governati dalle «So­relle della Pietà» le quali scam­biavano le opere di bene per un diritto assoluto di appro­priazione dei minori che impri­gionavano. Sadie O’Meara era un’adolescente: «Mi rinchiude­vano a chiave la sera, il cibo era fetente, alle finestre c’erano le sbarre, mi maltrattavano, non mi dissero neppure che mia madre era morta». Era questa la regola: scuole lager, orfano­trofi lager.

Un rapporto choc di 2575 pa­gine e si alza il sipario su un tea­tro raccapricciante nel quale «stupri, molestie e abusi erano endemici». È durata nove anni l’inchiesta della commissione presieduta dal giudice dell’alta corte, Sean Ryan, e alla fine i ri­sultati rivelano che le «indu­strial schools» irlandesi per 35 mila bambini e ragazzi abban­donati o in difficoltà, devianti o senza più i genitori, un network di 250 istituti organiz­zati dagli ordini religiosi cattoli­ci per oltre mezzo secolo, fino alla chiusura decisa negli Anni Novanta, sono stati il palcosce­nico segreto di crudeltà «che avevano lo scopo di provocare dolore e umiliazione».

Centinaia di testimonianze descrivono il clima di schiavitù e di terrore. In una scuola della contea di Galway, remota, fon­data nel 1885, per decenni tre presuli si sono accaniti contro i giovani. In un’altra la «San Giu­seppe » per i sordi, a Cabra, i su­periori hanno coperto, persino davanti agli ispettori, le scorri­bande punitive sugli ospiti. Sei riformatori hanno accolto mi­ster John Brander, un educato­re. Solamente di facciata. Era un «serial sexual and physical abuser», un maniaco violento. Fino a che ha concluso la «car­riera » in prigione. E al riforma­torio di San Patrizio tenevano addirittura un registro con il diario delle punizioni corporali inflitte dallo «staff religioso». Nella istituzione controllata dalle «Sorelle della Pietà», nel­la contea di Waterford, i ragaz­zi e le ragazze erano malnutriti, in compenso riempiti di alcol.

Uno scandalo che sconquas­sa la Chiesa cattolica nel Regno Unito. Quasi tutti i responsabili degli abusi e delle violenze so­no garantiti da «immunità pe­nale » perché nel 2004 la magi­stratura, su appello delle Con­gregazioni, assicurò l’anonima­to degli aguzzini. Ora i vertici ecclesiali invocano il perdono, promettono il repulisti. Il Pri­mate della Chiesa irlandese, Se­an Brady, è esplicito: «Provo vergogna». Il comitato che tute­la le vittime delle violenze sco­perte dalla commisione si ribel­la. «Tocca al Papa convocare un concistoro speciale per inve­stigare le attività della Chiesa cattolica in Irlanda».

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