mercoledì 24 giugno 2009

Dopo la recente polemica sui preservativi nelle scuole, iniziativa bocciata dalla Chiesa

La Repubblica 23.6.09
Sesso, questo sconosciuto la difficile arte di parlarne ai figli
Uno studio: poca confidenza crea tabù
Dopo la recente polemica sui preservativi nelle scuole, iniziativa bocciata dalla Chiesa
di Vera Schiavazzi

Che fare quando Giacomo, quindici anni, chiede di poter dormire con la sua ragazza (che non ci ha ancora presentato)? E come reagire a Giulia, sua coetanea, che si rifiuta di incontrare il ginecologo di famiglia ma in compenso cerca informazioni online sull´uso del profilattico? I genitori italiani sono in crisi di ispirazione e non sanno se, come e quando accettare la precoce vita sessuale dei figli (diciassette anni e mezzo è l´età della prima volta, ma il dato si abbassa per chi oggi ha vent´anni e al Nord le cose viaggiano più rapidamente, fino a spostare le lancette dai dieci ai dodici mesi prima). Resta, sullo sfondo, la profonda e pericolosa ignoranza dei ragazzi in materia di sesso, e l´ostracismo cattolico, espresso ancora pochi giorni fa dal vicario del Papa per Roma, il cardinal Agostino Vallini, di fronte alla mozione con la quale la Provincia rilanciava i preservativi gratuiti in tutti i licei: "Banalizza i sentimenti".
Intanto la Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia), fornisce cifre che fanno pensare: «Una ragazza su tre sotto i 25 anni non utilizza alcun metodo per proteggersi, cresce il ricorso alla pillola del giorno dopo e quello all´aborto tra le under 14, salito in dieci anni dallo 0,5 all´1,2% dei casi - ha spiegato il presidente Giorgio Vittori - Le malattie trasmissibili crescono, la clamydia ad esempio è aumentata di dieci volte nell´ultimo decennio». A dover essere "formati" dovrebbero essere anzitutto padri e madri, spesso privi della confidenza necessaria a parlare di un tema così intimo con i figli. E a loro volta attanagliati dai dubbi, secondo una ricerca dell´associazione "Genitori domani": qual è l´età giusta? Accettare o no che si utilizzi la casa di famiglia? Acquistare personalmente i contraccettivi e farli trovare ai ragazzi? Sono soltanto alcune delle "domande frequenti" alle quali oltre il 45% delle madri e dei padri di ragazzi tra i 13 e i 18 anni non sanno dare risposta. Non così dissimili da quelle che gli stessi giovanissimi inviano (nascondendosi dietro nickname fantasiosi) ai blog che, come hanno fatto le Asl di Parma e di Sassuolo, offrono risposte mediche online anche a chi si presenta anonimamente: dal tuffo negli anni Cinquanta ("posso restare incinta se ho un rapporto orale?", spedito da Trilly02) all´autentico tormento esistenziale ("ho avuto due ragazze ma mi hanno lasciato, sarà un problema di dimensioni?" firmato Jack-controcorrente).
«È inevitabile che i genitori non riescano a parlare di sesso con i figli, se si ostinano a negare la loro stessa sessualità, i ricordi della loro adolescenza, se negano di aver vissuto anche loro le stesse emozioni e le stesse paure - spiega Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta - Bisogna partire invece dal dato di fatto che già a 13 anni, ma in molti casi a 11, i figli sono raggiunti da informazioni più o meno distorte che arrivano soprattutto via Internet. La risposta? Stimolare la confidenza utilizzando i film e i romanzi». Ma a che età si può accettare senza paura che il figlio o la figlia affrontino la loro "prima volta", e le molte che seguiranno? «A quindici, sedici anni, quando il loro cervello è maturo ed è l´ora di esplorare e sperimentare. A quel punto, sarebbe un errore reprimerli, anche se molti ci arrivano più tardi. Meglio sottolineare l´importanza di questa esperienza e il fatto che unirsi ad un´altra persona è in sé qualcosa di buono».

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