mercoledì 2 giugno 2010

L'obiezione entra in farmacia

L'obiezione entra in farmacia
La stampa del 30 aprile 2010

F. Amabile

I farmacisti potrebbero diventare obiettori di coscienza se lo vorranno, e se verrà approvato un disegno di legge presentato in Senato da Ada Spadoni Urbani (Pdl).
In base a questo provvedimento i farmacisti potranno rifiutarsi di vendere la pillola del giorno dopo o altri farmaci che creano difficoltà etiche. Nel dibattito sul meccanismo d’azione della contraccezione farmacologica d’emergenza e sull’inizio di una gravidanza, entrano in ballo «convincimenti scientifici,
religiosi, etici diversi, tutti rispettabili e da rispettare - sottolinea la senatrice nella relazione al Ddl - è pertanto corretto riconoscere la "clausola di coscienza" a coloro che credono nella possibilità di effetti post-fertilizzazione» da parte di questi medicinali. In particolare, afferma, «i farmacisti, anche se semplicemente dispensatori di farmaci, non possono essere costretti ad agire contro scienza e coscienza, quali semplici esecutori di scelte altrui, pur nel rispetto della diversità di ruoli delle diverse categorie di agenti sanitari. Tuttavia, questa è la situazione nella quale attualmente si trovano».
Una situazione a cui porre rimedio con una normativa. Per Spadoni Urbani, «l’obiezione di coscienza non contesta le leggi 40 del 2004 sulla fecondazione assistita e 194 del 1978 sull’aborto come tali, anche se implicitamente ne denuncia l’immoralità, né costituisce un programma articolato di resistenza o di contestazione. È diversa dalla disobbedienza civile o dalla resistenza passiva». Disciplinare l’obiezione di coscienza dei farmacisti nell’ attuazione della contraccezione di emergenza è l’obiettivo del Ddl che, precisa Spadoni Urbani, «non nega il diritto del paziente a ottenere il farmaco. Si vuole solo rispettare la coscienza di chi ha convincimenti etici o scientifici diversi».
Alla proposta del Pdl i farmacisti rispondono marcando i ruoli. «Ognuno ha il diritto di esprimere un disagio. Il problema però va affrontato e risolto a livello politico», spiega Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. «Da sempre sosteniamo che è doveroso concedere
a chiunque il diritto di esprimere la propria sensibilità nei confronti di temi delicati come quelli etici, a maggior ragione quando si tratta dell’ambito bioetico e di una componente importante per la tutela della salute come i farmacisti.
Il problema dell’obiezione di coscienza di fronte alla dispensazione di alcune sostanze, deve però essere affrontato e risolto a livello politico. Non voglio entrare nel merito del ddl - afferma il presidente della Federazione - perché non conoscendone il testo non mi posso esprimere. Abbiamo comunque già contatti con la classe politica e con le autorità competenti del Vaticano per dibattere sulla questione e siamo aperti al dialogo con tutti i farmacisti».