mercoledì 30 giugno 2010

Scandalo pedofili in Belgio la talpa era l’ex presidente

l’Unità 30.6.10
Godelieve Halsberghe aveva presieduto la commissione episcopale che vagliava le denunce
La procura di Bruxelles: indaghiamo sugli abusi ma anche su chi li ha permessi e coperti
Scandalo pedofili in Belgio la talpa era l’ex presidente
di Marco Mongiello

Le vittime escono dall’anonimato. Un sociologo e una donna raccontano gli abusi e il dolore subiti da adolescenti. Sul sagrato della cattedrale manifesta l’associazione fiamminga per i diritti umani nella Chiesa.

Una telefonata anonima, documenti che scottano e la decisione di un ex magistrato in pensione di rivolgersi alla polizia. In base agli ultimi sviluppi di una storia che assomiglia davvero ad un thriller di Dan Brown, dietro le perquisizioni di giovedì all'arcidiocesi di Malines-Bruxelles potrebbe esserci Godelieve Halsberghe, l'ex presidente della commissione episcopale incaricata di raccogliere le denunce delle vittime dei preti pedofili.
L'ipotesi ha preso piede dopo l'intervista rilasciata dalla signora Halsberghe al quotidiano fiammingo “Het Nieuwsblad”. L'ex magistrato ha riferito al giornale di aver ricevuto una telefonata anonima in fran-
L’ex magistrato rivela
«Una telefonata perché mettessi al sicuro denunce e documenti»
cese da un uomo che la avvertiva di «fare attenzione» a se stessa e di mettere al sicuro i documenti sui 30 casi di denunce di cui si era occupata negli anni in cui ha presieduto la commissione, dal 2000 al 2008. Da qui la denuncia, con il suggerimento che ci potrebbero essere altri documenti nascosti.
L’INTERVISTA DEI SOSPETTI
Halsberge ha raccontato di avere conservato copie di registrazioni e materiale relativo a colloqui con le vittime e con l'ex primate Godfried Danneels. Il portavoce della procura di Bruxelles, Jean-Marc Meilleur, ha confermato che gli inquirenti «stanno lavorando su un caso specifico e su una dichiarazione specifica», ma non ha voluto indicare la fonte. Ha precisato anche che le indagini non si limitano ai responsabili degli abusi, ma considerano anche quelli che li hanno permessi. «C'è una parte del caso che potrebbe essere contro coloro che hanno commes-
so il crimine ha detto e ci potrebbe anche essere un'altra parte del caso contro coloro che non hanno aiutato qualcuno che era in pericolo».
Alla Halsberge è poi succeduto lo psichiatra Peter Adriaenssens, che si è dimesso lunedì insieme a tutta la commissione, accusando le autorità di averlo usato come «esca» per raccogliere le testimonianze delle vittime che preferivano rivolgersi alla Chiesa piuttosto che alla giustizia. Ora uno di questi, Jan Hertogen, sociologo di 63 anni, è uscito dall'anonimato denunciando gli abusi subiti da adolescente alla procura. In questo modo ha ottenuto il diritto in ad essere informato sugli sviluppi del suo dossier in quanto parte lesa, ha spiegato l'uomo, invitando gli altri a fare la stessa cosa. Ieri inoltre, davanti alla cattedrale Saint Michel a Bruxelles, si è tenuta una manifestazione dell'associazione fiamminga per i diritti umani nella chiesa, guidata dal prete in pensione Rik Devillé, che negli ultimi 18 anni ha raccolto testimonianze su 320 casi di abusi. Secondo alcuni potrebbero esserci le sue rivelazioni dietro l'operazione di polizia di giovedì. I manifestanti hanno chiesto l'istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare «neutra, scientifica e indipendente dalla Chiesa». «Sono stata abusata sessualmente quando avevo 13 anni», ha raccontato Linda Opdebeeck, 46 anni, ora sposata e madre di quattro figli, «lui era un prete, insegnante di francese e di religione e gli abusi sono continuati per tre anni».

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