sabato 17 novembre 2007

Psicologi e preghiere, la clinica per preti pedofili

Corriere della Sera 28.11.05
Psicologi e preghiere, la clinica per preti pedofili
Brasile, nel centro aperto in segreto da italiani. «Curiamo i fratelli, senza scandali»
LO SCANDALO
Dieci giorni fa scoppia in Brasile lo scandalo dei preti pedofili. È il settimanale Istoè (Così è) a pubblicare il diario del prete pedofilo padre Tarcisio Tadeu Spricigo, che avrebbe anche compilato le dieci regole per restare impunitiSempre secondo le rivelazioni del settimanale brasiliano il Papa, Benedetto XVI, avrebbe inviato ai primi di settembre una commissione in Brasile per indagare sulle denunce di abusi sessuali compiute ai danni soprattutto di bambini poveri
BARRETOS (Brasile) - Luis, Jaime, Felipe e gli altri pranzano in dieci minuti, scambiando poche parole. Sulla tavola riso e fagioli, carne, manghi e banane del giardino. Fa caldo a Barretos, come tutti i giorni dell’anno. Padre Mario si alza e tutti fanno il segno della croce, sparecchiano, Felipe corre in cucina a lavare i piatti, è il suo turno, poi tutti salgono in camera. Iniziano le attività del pomeriggio, lettura, preghiera, computer, qualche lavoretto. Qualcuno ha appuntamento con Nilda, la psichiatra. Luis e gli altri hanno tra i 30 e i 40 anni, vestono maglietta e jeans, sono di pelle olivastra. Accenti del Sud, ma anche del lontano Nordest. L’accordo per passare una giornata con loro è stato chiaro: niente nomi veri, niente dettagli sul motivo della permanenza qui, in una casa parrocchiale qualunque, in una cittadina qualunque del Brasile. Questo posto è come se non esistesse, non ha un nome, le sue attività non sono mai apparse nei documenti ecclesiastici. Ma i vescovi brasiliani con qualche gatta da pelare lo conoscono, o ne hanno sentito parlare, hanno il numero di telefono sull’agendina. Esiste da qualche anno, è gestito da sacerdoti italiani.La loro caparbia discrezione si allenta a fatica, ma con grande cortesia. «Nemmeno noi sappiamo bene come chiamarlo - spiega padre Angelo Fornari, cremonese -. Diciamo centro di accompagnamento di sacerdoti in difficoltà? Ma anche piccola clinica di provincia va bene...». Suona malissimo, invece, clinica dei preti con devianze sessuali, peggio ancora pedofili. Ma è una parte importante di questa storia. In quello che è tuttora il più grande Paese cattolico del mondo, i casi di abusi sui minori si ripetono. Squarci che rivelano una realtà tenuta quasi sempre sotto silenzio. Proprio come è discretissima l’esistenza di centri specializzati come questo.Barretos, a 400 chilometri da San Paolo, è un Brasile poco brasiliano, non ci sono spiagge, favelas e al posto del samba risuonano le ballate sertanejas , il country dei cowboy che parlano portoghese. Attorno alla cittadina solo distese di canna da zucchero e aranceti. I sacerdoti della Congregazione di Gesù Sacerdote sono arrivati 40 anni fa: in Italia si chiamano padri Venturini, dal nome del fondatore, un sacerdote trentino che istituì il gruppo nel 1926. In Brasile hanno portato la missione per cui sono nati, preti che aiutano altri preti, quando le vocazioni barcollano sotto il peso delle debolezze umane, o i comportamenti sono fuori dalle regole. A Barretos siamo giunti seguendo le indicazioni di alcuni esperti sui problemi della pedofilia nella Chiesa brasiliana, ma anche di famiglie colpite dalla tragedia. Queste ultime urlano spesso contro le gerarchie del clero: nascondono i preti, dicono, li sottraggono alla giustizia, li fanno sparire nelle «cliniche»...I sacerdoti italiani negano con forza. «Non ci sono latitanti qui», dice padre Angelo, il superiore della Congregazione. Ma allo stesso tempo sostiene che la questione esula dagli obiettivi del centro. «Riceviamo le segnalazioni dai vescovi, richieste per accogliere sacerdoti con problemi seri. Non conosciamo e non vogliamo conoscere la loro posizione con la giustizia. La Chiesa copre? Non vuole far scandalo, questo sì. È giusto che il recupero della persona venga prima di ogni altra cosa. Crede che il carcere serva a qualcosa?». Padre Angelo cita il caso di un uomo, un laico, la cui moglie ha scoperto dopo 20 anni di matrimonio che violentava regolarmente le figlie. «Siamo venuti a saperlo, non abbiamo chiamato la polizia, ma uno psicologo».La «clinica» dei preti è una casetta a due piani, a due passi dalla chiesa di Nossa Senhora do Rosario. Nessuno a Barretos ne conosce le attività, solo la normale vita parrocchiale. Gli ospiti vengono accolti solo dopo un periodo di prova e un test. Padre Mario Revolti, 70 anni, trentino, è il responsabile-psicologo. La permanenza non supera mai i 6-7 mesi.Negli ultimi tre anni sono passati da qui una ottantina di sacerdoti, mai più di 5 o 6 alla volta, e i risultati sono buoni. Una minoranza ha deciso di abbandonare il sacerdozio, gli altri si sono in qualche modo reinseriti nella Chiesa, magari cambiando città. Difficile strappare dettagli, ma padre Mario ammette che varie decine avevano «scompensi nella vita sessuale». Comuni anche i problemi legati al denaro: debiti, gioco, cleptomania. Il settimanale brasiliano Istoè ha pubblicato qualche giorno fa un articolo nel quale si sostiene che una commissione del Vaticano è in giro per il Brasile, a causa dell’allarme pedofilia. I preti di Barretos dicono di non avere contatti con gli emissari di Roma. Il loro lavoro è totalmente sganciato dalle gerarchie. Segreto assoluto anche in un’altra struttura nata negli ultimi tempi a San Paolo, l’Istituto Terapeutico Acolher (accogliere, in portoghese). Responsabile è un religioso con un curriculum di rispetto, padre Edenio Valle, teologo, psicologo e già vicerettore della locale Università Cattolica. Acolher è in una palazzina nel centro della metropoli, e a differenza di Barretos i sacerdoti non vivono qui, ma vengono solo per la terapia. Gli psicologi che ci lavorano non sono autorizzati a parlare.Padre Edenio accetta invece un colloquio al telefono. Ammette di aver ricevuto richiesta di assistenza per almeno 500 casi, oggi ne segue una ottantina. Il sistema è analogo a quello di Barretos, i vescovi con problemi nella diocesi entrano in contatto con lui. Se il sacerdote è disposto a curarsi, si trova un posto dove può vivere a San Paolo e inizia la terapia. Anche padre Edenio nega di «nascondere» preti, ma ammette di non avere il controllo delle singole situazioni. I casi di pedofilia sono parecchi, dice, ma i casi criminali, «quelli su cui i giornali fanno tanto scandalo», non sono più di una decina in tutto il Brasile.Rocco Cotroneo

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