venerdì 9 novembre 2007

Quando le ostetriche finivano sul rogo

Quando le ostetriche finivano sul rogo
di Cristiana Pulcinelli
IL LIBRO
Carlo Flamigni nel suo Il controllo della fertilità racconta i metodi che l’umanità ha messo in campo per avere (o non avere) figli. Dagli unguenti magici, alle superstizioni, alla moderna contraccezioneNelle società primitive i metodi per controllare la natalità erano l’infanticidio e l’abortoPer Aristotele la vita iniziava al quarantesimo giorno per i maschi e al novantesimo per le donneSi narra che Cleopatra abbia avuto solo 3 gravidanze, nonostante una vita sessuale molto attiva. Si narra anche che come mezzo anticoncezionale usasse spalmare sul collo dell’utero olio di cedro, unguenti contenenti piombo, incenso o olio di oliva. Non sappiamo se questi racconti corrispondano a verità, ma ci fanno capire che trovare il modo di evitare gravidanze indesiderate è un pensiero che accompagna l’umanità da sempre. Così come, del resto, il suo opposto: cercare di avere dei figli.Carlo Flamigni ha passato metà della sua vita professionale, cominciata cinquant’anni or sono, a insegnare a donne e uomini come evitare le gravidanze indesiderate e l’altra metà a indicare i modi per ottenere il risultato opposto. Per scrivere il suo nuovo libro, («Il controllo della fertilità», Utet, pp. 987, euro 42,00), Flamigni si è imbarcato in un lavoro lungo e difficile: leggere la storia dell’umanità dal punto di vista degli sforzi per pianificare la famiglia, ovvero per stabilire il numero di figli che è opportuno e saggio avere in determinate condizioni. Ne è nato un testo complesso in grado di fornire informazioni tecnicamente ineccepibili, ma anche di incuriosire il lettore che niente sa di questi argomenti (e le due cose spesso non vanno d’accordo). Il volume si divide in tre parti: la prima è dedicata alla storia; la seconda all’evoluzione delle conoscenze biologiche e le teorie sull’inizio della vita personale; la terza alla contraccezione moderna, quella a cui possono fare ricorso donne e uomini dei giorni nostri.Le origini del controllo della fertilità si perdono nella notte dei tempi. Naturalmente, i mezzi più utilizzati nelle società primitive (ma non solo) erano l’infanticidio e l’aborto. C’erano poi altre misure preventive come i tabù sessuali (che limitavano la frequenza dei rapporti), il coito pre-puberale, il prolungato allattamento. Ma tutte le grandi civiltà svilupparono metodi contraccettivi più sofisticati. In Egitto, ad esempio, il primo papiro che parla di contraccezione risale al 1850 a.C. Vi vengono descritti tre metodi per evitare le gravidanze indesiderate: inserire in vagina una sostanza plastica, simile alla gomma, che ricopra il collo dell’utero, preparare una miscela di miele e carbonato di sodio da inserire in vagina prima del rapporto, polverizzare sterco secco di coccodrillo su una pasta da inserire nella vagina. Alcune di queste metodiche sembravo poggiare su rudimentali conoscenze di fisiologia, altre assomigliano di più a sciocchezze basate su pratiche magiche. Ma non si può giudicare a prima vista. Ad esempio, lo sterco di coccodrillo potrebbe essere simile alle spugne inserite nella vagina per modificare l’acidità dell’ambiente. Con un pH inferiore a 6 infatti la motilità degli spermatozoi si annulla.Nella parte storica c’è poi un lungo capitolo dedicato ai rapporti tra la Chiesa cattolica e la contraccezione. Una storia di conflitti che comincia con Sant’Agostino. Fu lui infatti a parlare per primo di immoralità del controllo delle nascite. Nei primi tre secoli dell’era cristiana, infatti, la critica alla contraccezione «era quasi casuale e sembrava soprattutto dovuta al fatto che essa si associa spesso ad altri atti peccaminosi». Ma dalla condanna di Sant’Agostino in poi le cose cambiano per sempre. Ne è testimonianza il fatto che nella caccia alle streghe dei secoli XV, XVI e XVII caddero moltissime ostetriche e mammane: non si condannavano solo le donne che avevano commercio con il demonio, ma anche quelle che si occupavano di gravidanza e contraccezione, conoscenze ritenute immorali. «Su questi temi - scrive Flamigni - per secoli è stata coltivata l’ignoranza, stimolata la paura, repressa e punita ogni iniziativa, agevolata ogni forma di superstizione. Per secoli il potere religioso ha avuto come principale bersaglio la donna alla quale è stata sottratta ogni autonomia, ogni libertà di scelta: per questo sono state bruciate vive le streghe e le ostetriche, per questo sono stati imposti modelli che condannavano ogni forma di sessualità».La storia della contraccezione è dunque anche storia di pozioni e decotti utilizzati per secoli nella pratica quotidiana dalle donne. Mentre le donne si tramandavano conoscenze empiriche, filosofi e scienziati cercavano di dare una risposta ad alcune domande difficili: quando comincia la vita? Quando si forma l’essere umano? I tentativi di dare una risposta a queste domande e di capire come è fatto il nostro organismo costituiscono la materia della seconda parte del libro. La storia ha la capacità di rimettere le cose a posto di dare un senso e un contesto a concetti che altrimenti galleggiano nel nulla. Così, in un periodo in cui si parla di embrione, inizio e sacralità della vita con estrema leggerezza e confusione, leggere le pagine del libro di Flamigni fa bene. Si capisce quali siano le radici del dibattito odierno. Si parte da Aristotele, per il quale la prima differenziazione avviene a quaranta giorni dal concepimento per i maschi e a novanta per le femmine e solo dopo quel momento si può paragonare l’aborto all’omicidio, per arrivare ai documenti del Consiglio Nazionale di Bioetica degli ultimi anni. Passando per le posizioni della Chiesa cattolica, di quella protestante e del mondo musulmano.L’ultima parte del libro è quella più tecnica: vi si parla di tutti i metodi che oggi abbiamo a disposizione per controllare le nascite e di come sono nati. Dal preservativo al diaframma, dagli spermicidi alla pillola. Come funzionano, quanto proteggono, quanto fanno male e quanto fanno bene. Si cerca di rispondere a domande imbarazzanti come: perché alcuni metodi ancora non ci sono (vedi l’anticoncezionale ormonale maschile)? Come funziona oggi la contraccezione d’emergenza, quella per intenderci della pillola del giorno dopo? La premessa è dichiarata esplicitamente dall’autore: gli strumenti per evitare il rischio di una gravidanza indesiderata ci sono, anche se «sono peggiori di quanto potrebbero essere se la ricerca scientifica si fosse occupata di loro con maggiore impegno, maggiore serietà, maggior onestà».

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