giovedì 24 aprile 2008

Morire con dignità, la Spagna ha il testamento biologico

l’Unità 24.4.08
Morire con dignità, la Spagna ha il testamento biologico
Il provvedimento non prevede nessuna forma di eutanasia
I cittadini registreranno le loro volontà presso gli uffici sanitari
di Toni Fontana

DA IERI, in tutta la Spagna, è ammesso, tutelato e aiutato dalle istituzioni locali, il «testamento biologico» che permette a ciascun cittadino di «morire dignitosamente». Ogni spagnolo può compilare, presso gli uffici provinciali della Sanità, un modulo nel quale specifica fino a quando, in caso di grave
malattia, intende avvalersi dei trattamenti medici. Si conclude così un complesso iter legislativo iniziato nel 2002 quando il Parlamento spagnolo approvò la «legge sull’autonomia del malato» che entra in vigore ora perché tutte le regioni non solo l’hanno recepita, ma hanno completato l’istituzione dei «registri regionali». I dati raccolti confluiranno in un registro nazionale che già riunisce le volontà di 35.500 spagnoli che si sono rivolti ai servizi delle 12 regioni che hanno anticipato l’entrata in vigore della legge.
Il provvedimento non va confuso con quelli che giacciono nel parlamento spagnolo, e riguardano il diritto all’eutanasia attiva e passiva. La legge da ieri operativa in Spagna è stata approvata negli anni del governo della destra, è estremamente restrittiva ed è criticata aspramente da associazioni che si battono per i riconoscimento dell’eutanasia. Dmd (Diritto di morire dignitosamente, dmdmadrid@eutanasia.ws) giudica «burocratico e poco pratico» il provvedimento che contiene limitazioni molto evidenti. Il malato può indicare senza censure e limitazioni la propria volontà, ma con due precise restrizioni: non può sollecitare l’eutanasia, né attiva, né passiva, e non può segnalare nel testamento «trattamenti contrari alle buone pratiche mediche». Non solo. Il parere del medico rimane in ogni caso vincolante e prevalente su quello del malato.
Il medico può dunque decidere di proseguire i trattamenti anche se nel testamento biologico è specificata una volontà opposta. Le associazioni fanno per questo notare che «l’esistenza del testamento biologico non garantisce la sua attuazione».
Dmd cita un caso: «Un uomo gravemente malato è stato ricoverato all’ospedale La Paz di Madrid. Una delle due figlie, iscritta all’associazione “morire dignitosamente”, si è espressa per la sospensione dei trattamenti, l’altra si è detta contraria. I medici hanno accolto la volontà di quest’ultima». Da queste considerazioni appare chiaro che è decisivo che il cittadino possa esprimere in modo chiaro e inequivocabile le proprie volontà utilizzando moduli e formulari facili da compilare. Quello definito nella regione delle Asturie lascia ad esempio molti spazi liberi e permette a chi lo compila di scrivere ciò che vuole. Le associazioni ritengono però indispensabile specificare il «grado di infermità mentale e di senilità e i danni cerebrali» e che ciò vada fatto «con l’assistenza del medico curante che deve indicare i trattamenti che vengono somministrati al malato». Dmd tiene un archivio centrale parallelo a Barcellona fin dagli anni 60.
I pareri degli esperti sono discordi sulla legge entrata in vigore ieri. Marsa Iraburu, esperta di bioetica, la ritiene una buona legge «sufficiente nella maggioranza dei casi quando la famiglia si esprime per la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione». Meno favorevole il parere di Marcelo Palacios, presidente della Società Internazionale di Bioetica (Sibi), nominato nel dicembre 2007, membro del Comitato di Bioetica e consulente del governo: «Una persona in stato terminale - afferma - non muore perché viene sospeso il trattamento, ma perché stava in stato terminale. Io rivendico il diritto di poter decidere quando lasciare la vita, quale ultima immagine di me voglio lasciare ai miei amici e ai miei figli». Il tema dell’eutanasia non è stato al centro della campagna elettorale che si è conclusa il 9 marzo con la vittoria di Zapatero. Solo la sinistra radicale (Iu) ne aveva fatto cenno nel suo programma.

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