domenica 15 febbraio 2009

Via Marino, arriva Bianchi già relatrice della legge 40

Via Marino, arriva Bianchi già relatrice della legge 40

Il Manifesto del 13 febbraio 2009, pag. 5

di Eleonora Martini

La sostituzione del capogruppo Pd in Commissione Igiene e Sanità del Senato, proprio nella volata finale della legge sul testamento biologico, «non è un cambio di linea» del Pd, assicura Walter Veltroni dimenticando che il suo partito non ha una «linea» ma solo un «orientamento prevalente». E in effetti a ben vedere in questa storia sembra aver contato più il Manuale Cencelli che altro: un ex-Ds qua e un ex-Margherita là, alla faccia del «partito di sintesi». Epperò eleggere nelle ultime due settimane di lavori della Conunissione, prima che il testo della nuova legge passi in Aula, al posto di Ignazio Marino, autorevolissimo esperto in materia e primo firmatario del più condiviso ddl sul testamento biologico che sia mai stato depositato in tanti anni di lavoro parlamentare, l`ex relatrice della legge 40 sulla procreazione assistita e ex teodem Dorina Bianchi, è davvero un pessimo segnale. Almeno per chi sta da questa parte del Tevere. Anche se - è la voce che si solleva unanime dalla dirigenza del partito a difesa dell`operazione - la nuova capogruppo è stata eletta all`unanimità dai senatori Pd della Commissione, unica eccezione la cattolica Fiorenza Bassoli che per protesta non ha partecipato alla riunione. E anche se, per bilanciare un po` i pesi delle `coscienze" opposte, nella segreteria della Commissione il Pd ha voluto sostituire con la radicale Donatella Poretti il cattolico Claudio Gustavino, Certo ieri Dorina Bianchi - che salvo ravvedimenti dovrebbe addirittura assumere il ruolo di relatrice di minoranza sul ddl Calabrò scelto dal centro- destra come testo base e del quale ha ammesso di «condividerne in linea di massima l`impostazione» - ha promesso che metterà da parte la propria tormentata coscienza e sarà «garante di tutti, portavoce delle diverse posizioni e sensibilità interne al Pd». Proprio lei che aveva assicurato il suo sì al "ddl saiva-Englaro" di Berlusconi; lei, pasdaran nel 2005 del "Comitato donne e vita" di Olimpia Tarzia (segretaria del Movimento perla vita) che in collaborazione con "Scienza e vita" si battè per il non-voto al referendum sulla legge 40. D`altra parte ancora adesso sul suo blog la senatrice Bianchi rivendica il suo impegno «in prima linea» nel varo della legge 40, per porre fine a quello che allora la destra chiamava "il far west procreativo". Effettivamente il lavoro le riuscì bene e oggi, per sfuggire al deserto procreativo, le donne che possono fanno turismo procreativo, «Ma le mie convinzioni personali - ha assicurato ieri Bianchi precisando di essersi dissociata dalla corrente teodem - non andranno a inficiare la mia posizione istituzionale su terrà di grande sensibilità». Bianchi specifica di aver firmato il "ddl Englaro" perché si trattava «di un caso specifico» ma promette che si batterà «per reintrodurre nel ddl la parte sulle cure palliative». Importanti, certo, ma non è questo il punto all`ordine del giorno. Che la sostituzione di Ignazio Marino fosse però un «atto dovuto», lo spiega in una nota lo stesso senatore: «Ho consegnato la mia lettera di dimissioni da capogruppo di Commissione alla Presidente Finocchiaro fin dallo scorso ottobre quando sono stato eletto Presidente della Commissione parlamentare d`inchiesta sul Ssn». Ruolo che egli stesso aveva chiesto di rivesti- re. Ma proprio perché la sua lettera di dimissioni era finita da ottobre scorso in un cassetto, il dubbio sul perché ripescarla proprio adesso e non aspettare ancora un paio di settimane è perlomeno lecito. Ma è lo stesso Marino ad assicurare che il suo ruolo di oppositore al ddl Calabrò - e alla mozione di indirizzo del Pd] approvata in Senato non verrà meno: «Continuerò a contrastare l`impostazione anticostituzionale e antiscientifica della legge che la destra vuole introdurre nel nostro paese». E sulla quale ancora ieri in molti, a cominciare dal presidente della Camera Fini, hanno chiesto di serrare ì ranghi e stringere i tempi: «La legge sul testamento biologico è ormai unapriorità» del Pdl, ha garantito il sottosegretario al Welfare Fazio. Anche la capogruppo dei senatori Ds, Anna Finocchiaro, come Veitroni, smentisce ci sia «un caso Marino». Addirittura sopra le righe, Beppe Fioroni, che annovera Donna Bianchi nelle sue fila, sbotta in una frase al limite del corretto: «Perché io mi posso sentire rappresentato da chi non la pensa come me e non viceversa? Fra un po` saremo alla stella di David...», dice riferendosi alle «logiche discriminatorie» nei confronti dei cattolici. Eppure, come spiega Bassoli che per protesta non ha partecipato al voto in Commissione, tra gli ex Dl si poteva anche proporre una figura «più disponibile alla mediazione» come Daniele Bosone, autore della mozione Pd bocciata in Senato nella quale comunque si definisce l`idratazione e la nutrizione artificiali «sostegno vitale» e «non trattamento sanitario». Per sapere, dunque, se a rischio discriminazione siano invece i laici basta attendere ancora qualche giorno.

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