sabato 13 settembre 2008

Alla ricerca della pillola del giorno dopo "Proibita nella metà degli ospedali"

Alla ricerca della pillola del giorno dopo "Proibita nella metà degli ospedali"

La Repubblica - ed. Roma del 10 settembre 2008, pag. 11

di Marino Bisso

Dal centro alla periferia della capitale, la prescrizione della pillola del giorno dopo viene negata nella metà degli ospedali. E non solo in quelli religiosi. E’ la realtà messa a fuoco da una video-indagine dell'Associazione radicali di Roma: per due mesi, giugno e luglio, una coppia con telecamera nascosta si è recata durante i weekend nei venti pronto soccorso romani e ha richiesto il farmaco. Solo in dieci ospedali ha trovato medici disponibili a prescriverlo. La pillola in questione, Norlevo, (due compresse a distanza di dodici ore una dall'altra) va assunta entro e non oltre le 72 ore successive a un rapporto non protetto, pena la sua perdita di efficacia. «Ma ottenere la prescrizione di notte e nei fine settimana è difficile se non impossibile negli ospedali romani — denuncia Massimiliano Iervolino dell'Associazione Radicali Roma — Eppure la pillola del giorno dopo è una prescrizione d'urgenza, il cui rilascio e dovuto in assenza di qualsivoglia possibilità di diagnosi e come tale i pronto soccorso sono tenuti a prescriverlo assicurando la presenza di medici».



Negli ospedali religiosi i medici sono tutti obiettori e si rifiutano di prescrivere la pillola nonostante non provochi l'aborto ma sia un farmaco per la contraccezione d'emergenza. Succede al Cristo Re, al Fatebenefratelli, alle Figlie di San Camillo, al San Carlo, al San Pietro sulla Cassia e al Santo Spirito. Al policlinico Gemelli un infermiere allarga le braccia e consiglia la coppia in cerca della pillola del giorno dopo a consultare Internet: «Lì potete trovare informazioni e anche il numero di telefono di un medico che fa la prescrizione senza alcun problema».



Ma anche in due ospedali civili, il Cto e l'Aurelia Hospital il farmaco non viene prescritto. Nel primo mancano i moduli per il consenso informato mentre nel secondo pronto soccorso, i medici sono solo obiettori.



Ecco la realtà «fotografata» dalla coppia alla ricerca della pillola del giorno dopo nella loro odissea tra i pronti soccorsi.



E’ il 13 giugno e sono le 23.51 quando la coppia varca l'ingresso del Gemelli per chiedere il farmaco. «Senta ho un problema urgente... Mi servirebbe la prescrizione della pillola del giorno dopo...». La risposta che la donna riceve al pronto soccorso è chiara: «Guardi noi siamo un ospedale cattolico. E siamo tutti obiettori di coscienza e non la prescriviamo». Alle ulteriori richieste di spiegazioni l'operatore spiega: «Francamente mi risulta che anche negli altri ospedali romani c'è questo problema... Qui da noi non la prescrive nessuno, il medico di famiglia la può prescrivere. Ma su Internet si possono trovare informazioni e anche il numero di telefono di qualcuno che te la può prescrivere d'urgenza».



Altro ospedale, questa volta civile: al Cto i medici non sono obiettori ma la pillola non può essere prescritta. E’ l'8 giugno e sono le 1.45 e la donna con la telecamera nascosta ottiene questa risposta: «Deve firmare un modulo e per questo deve andare al Nuovo Regina Margherita...». La giovane chiede spiegazioni: «Ma perché? Qui non si può?». E il medico: «Mancano i moduli per il consenso informato per via degli effetti collaterali». Anche in questo caso niente pillola del giorno dopo.


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