martedì 23 settembre 2008

Porta Pia, ricordo con rissa tra laici e papalini

ROMA - Porta Pia, ricordo con rissa tra laici e papalini
RORY CAPPELLI
DOMENICA, 21 SETTEMBRE 2008 LA REPUBBLICA - Roma

Radicali contro il Comune:"Esalta i mercenari di Pio IX, non un cenno ai bersaglieri"

«Alessandro Piccadori, di Rieti, anni 23, tenente dei Dragoni. Enrico Caporilli, maresciallo d´artiglieria. Mariasco Taliani, di Cingoli, anni 29, artigliere. Giuseppe Valenti, di Fermentino, anni 22, artigliere. Emilio Duchet, francese, anni 24, sergente degli Zuavi». Iniziano così le commemorazioni del 20 settembre, la breccia di Porta Pia, con Antonino Torre - consigliere comunale nonché delegato per il sindaco alla Memoria - che legge i 16 nomi dei caduti dell´esercito pontificio in quella lontana battaglia. Il tenente dei Bersaglieri Flumeri dà l´ordine di attenti ai tanti fanti piumati presenti che scattano all´unisono. Militia Christi agita lo striscione con scritto "Onore ai caduti pontifici". I massoni sorridono. I radicali si agitano, partono fischi. Poi intervengono il vicesindaco Mauro Cutrufo, l´assessore alle Politiche Culturali della Provincia Cecilia d´Elia e altri ancora. Tutti qui per ricordare quella mattina del 20 settembre 1840, quando, intorno alle 10, i soldati del nuovo Regno d´Italia - bersaglieri del 34° battaglione e fanti del 39° - comandati dal generale Cadorna, sfondano a cannonate le mura ed entrano a Roma attraverso una breccia, la breccia di Porta Pia: nello scontro muoiono 49 soldati italiani e 16 pontifici. Una data assurta a simbolo e, almeno fino al 1930, anche a festa nazionale (fu soppressa dal fascismo, che l´anno prima aveva anche firmato i Patti Lateranensi): segna infatti la fine del potere temporale della chiesa cattolica su Roma, che diventa capitale del nuovo regno, e l´inizio della Questione Romana.
Una festa della laicità. Almeno così la intendono i radicali e l´Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, che ha tra i suoi presidenti onorari Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi). Che alla scelta del delegato alla memoria Torre di leggere i nomi dei soldati pontifici commentano con un secco: «È in corso un revisionismo fortissimo. Cosa c´entra leggere i nomi dei soldati pontifici nella giornata che commemora la fine dello strapotere papalino?» si domanda il segretario dell´Uaar Raffaele Carcano. «Se Alemanno è caduto sulla giornata della memoria l´8 settembre forse è perché si affida a personaggi di questo tipo».
«Io sono consigliere comunale, certo» spiega il delegato alla memoria Antonino Torre. «Ma sono anche un militare. E ho parlato da militare, da generale della riserva dell´esercito italiano. Chi muore per una bandiera, per un´ideale, ha il diritto di essere commemorato, da qualunque parte abbia combattuto. Ho voluto rendere onore a caduti mai ricordati. Il resto è una strumentalizzazione politica. E poi» continua Torre «sono riuscito a trovare nell´archivio del Vaticano i nomi di questi ragazzi, rimasti fino ad oggi sconosciuti. Ho scoperto anche dove furono sepolti, di nascosto: a Santo Spirito in Sassia».
Polemiche anche con l´assessore D´Elia, colpevole, secondo Carcano, di non aver detto niente in merito a questo intervento. «Non ho nessuna intenzione di commentare» è la replica di Cecilia D´Elia. «Credo che sia sbagliato ricordare un episodio militare senza dargli il valore che ha nella vicenda civile e politica di questo paese e non solo di questo paese. Quello che succede a Roma va sempre oltre i confini di Roma. Non a caso il Risorgimento volle che la città fosse capitale d´Italia».
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nota del blog:
sul tema di Porta Pia e per la storia e memoria del XX settembre esiste un blog specifico:
http://20settembre.blogspot.com

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