martedì 7 aprile 2009

Carlo Flamigni: «Demolito l'impianto della norma. L'embrione non è più persona»

Liberazione 3.4.09
Carlo Flamigni: «Demolito l'impianto della norma. L'embrione non è più persona»
intervista di Laura Eduati

La Corte costituzionale cancella parti fondamentali della legge 40 come il limite dei tre embrioni, l'obbligo di impianto e il divieto di crioconservazione. «Quello che davvero importa è l'abrogazione dell'impianto della legge» sostiene il ginecologo Carlo Flamigni, docente di Ostetricia e Ginecologia all'università di Bologna e membro del Comitato nazionale di bioetica: «Finalmente viene data la priorità alla salute della donna sull'embrione che questa normativa equiparava alla persona umana».
Esperto di fertilità e procreazione artificiale, Flamigni ha sempre lottato per l'abolizione della legge 40. «Roccella pensa di emanare delle linee guida ma non sa che queste non possono ripristinare i punti aboliti dalla Consulta». E dunque via libera per i medici e soprattutto per le coppie: «Nasceranno forse nuovi contenziosi, ma ora possiamo produrre più embrioni e impiantarli quando la donna lo desidera».
Professor Flamigni, che cosa cambia davvero con l'abolizione del limite di tre embrioni?
Questo limite aveva prodotto dei problemi differenti a seconda delle classi di età: alle donne maggiori di 36 anni produceva minori successi e dunque un numero minore di gravidanze, mentre alle donne giovani aumentava il rischio delle gravidanze plurime, con una crescita del 4%. Dunque provocava danni alla salute materna. Senza contare che dalla promulgazione della legge 40 sono diminuiti complessivamente i cicli andati a buon fine del 3-3, 5% e cioè abbiamo registrato una diminuzione del 12-15% delle gravidanze calcolate sul numero di cicli ormonali. I signori del ministero sono dei mentitori quando dicono che, invece, sono cresciute le gravidanze: questo accade perché sempre più coppie si affidano alla fecondazione assistita. Non bisogna paragonarsi con il passato ma con il resto dell'Europa e con gli Stati Uniti dove i successi sono molto più elevati, noi con questa legge scontavamo un ritardo unico in Occidente.
Ha ragione chi sostiene che la Consulta ha abolito l'impianto della legge 40?
Sì. Il fondamento della legge era la protezione dell'embrione come persona, un embrione-uomo con i medesimi diritti della donna. La Corte Costituzionale ora ha stabilito che prevale l'interesse per la salute materna, una sentenza molto simile a quella che alla fine degli anni '70 aveva stabilito la priorità della salute della donna su quello del feto.
Inoltre sarà finalmente possibile la crioconservazione degli embrioni.
Finora la donna doveva accettare forzatamente l'impianto degli embrioni, in quanto il suo consenso non poteva essere revocabile almeno per legge. Oggi, invece, una donna può avere molti embrioni e decidere quando impiantarli, senza sottoporsi forzatamente a più cicli, di conseguenza il medico potrà congelarli.
Però consiglia alle coppie che si rivolgono ai centri di fecondazione assistita di portare un avvocato. Potrebbero sorgere dei problemi di natura legale?
So che ora i centri non sanno come comportarsi, ma è semplice: i medici possono produrre un numero maggiore di embrioni e, nel caso, congelarli in attesa dell'impianto.
I ginecologi della Hera di Catania, da tempo impegnati contro la legge 40, annunciano che grazie alla sentenza della Consulta potranno finalmente fare la diagnosi pre-impianto formalmente vietata dalla stessa legge. Che ne pensa?
Esistono delle sentenze della magistratura ordinaria che bocciarono il divieto alla diagnosi pre-impianto. A mio parere questa diagnosi può essere fatta, ma sono certo che nasceranno nuovi contenziosi su questo punto.
La sottogretaria al Welfare con delega alle questioni di bioetica, Eugenia Roccella, afferma che il Parlamento non cambierà la legge 40 e il ministero aggiornerà soltanto le linee guida.
Roccella dice una cosa sciocca. Le linee guida sono norme secondarie e non possono smentire la legge così come è stata definitivamente cambiata dalla sentenza della Consulta.
Ci sono voluti quattro anni per arrivare alla sconfessione della normativa sulla fecondazione assistita, cosa accadrà ora?
Se il Parlamento deciderà di lasciare invariata la legge, avremo un periodo di assestamento nel quale ogni medico deciderà quanti embrioni produrre e impiantare, conservando i rimanenti. Chi piange su questo accumulo di embrioni inutilizzati dovrebbe suggerire una mediazione e ricordo che quando la legge passò, blindata, qualcuno da fuori cercava un compromesso che poi non ci fu. Ho profonda simpatia per il mondo cattolico e so che la base è sempre migliore del vertice.

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