mercoledì 17 marzo 2010

Lo scandalo ora lambisce persino il Papa

l’Unità 13.3.10
Lo scandalo ora lambisce persino il Papa
di Roberto Monteforte

Era vescovo a Monaco quando un suo prete già condannato per pedofilia ebbe una recidiva
Ratzinger sconvolto per l’affaire tedesco: nuove norme, linea dura, massima chiarezza

Pieno appoggio del Papa alla linea dura della Chiesa tedesca contro i preti pedofili. Scandalo anche a Monaco quando Ratzinger era a capo della diocesi.«Nessuna sua responsabilità» chiarisce padre Lombardi.

Pieno appoggio di Benedetto XVI ai vescovi tedeschi. Sulla pedofilia che ha sconvolto la Chiesa in Germania sarà linea dura e trasparenza. Costi quel che costi. Senza guardare in faccia a nessuno e collaborando con le autorità giudiziarie. La linea è decisa e ha il convinto avvallo di papa Ratzinger che ieri, «con grande sgomento, attento interesse e profonda commozione» ha ascoltato la relazione sui casi di «soprusi pedagogici e abusi sessuali» avvenuti in Germania tenutagli dal presidente della conferenza episcopale tedesca, monsignor Robert Zollitsch. Uno scandalo cha nel 1980 ha colpito anche la diocesi di Monaco di Baviera, quando Joseph Ratzinger ne era arcivescovo. Lo scrive il giornale Sueddeutsche Zeitung. Un sacerdote con precedenti di pedofilia racconta sarebbe stato autorizzato a trasferirsi nella diocesi bavarese per essere curato. Avrebbe dovuto essere ospitato in una comunità religiosa. Venne, invece, autorizzato a svolgere attività pastorale, e continuò a commettere abusi. La responsabilità però, puntualizza il portavoce vaticano, padre Lombardi, è stata dell’ex «vicario generale» della diocesi, monsignor Gerhard Gruber che avrebbe trasgredito le indicazioni dell’allora arcivescovo Ratzinger.
LO SCANDALO DI MONACO
La notizia è stata diffusa dopo l’incontro in Vaticano, ma l’episodio deve essere stato ben presente al pontefice durante il faccia a faccia durato quarantacinque minuti con monsignor Zollitsch. La sua adesione al «pacchetto di misure» messe a punto dalla Conferenza episcopale tedesca, deve essere stata ancora più convinta. Che non ci siano state incertezze sulla linea della fermezza lo ha sottolineato monsignor Zollitsch che alla stampa ha spiegato la strategia messa a punto dalla Chiesa tedesca. Lo fa partendo dalle scuse alle vittime degli abusi. È una premessa significativa. L’intero «catalogo» delle misure ora rafforzate, ma individuate già nel 2002, parte dalla convinta attenzione verso le vittime. «Vogliamo portare alla luce la verità ha assicurato il vescovo senza falso rispetto per nessuno o chicchessia, anche di cose accadute molto tempo fa, perché le vittime ne hanno il diritto».
L’impegno della Chiesa nella lotta alla pedofilia è esplicito: collaborare con la giustizia e accertare la verità. Si invitano sacerdoti, laici e volontari «ad autodenunciarsi quando vi possano essere fatti significativi». Il vescovo ha pure chiarito che le procedure sono due, distinte, non sovrapponibili e indipendenti: quella della giustizia ordinaria e quella del diritto canonico. In Germania la procedura assunta è molto rigorosa. «Nessun altro Paese, ad eccezione dell’Austria ha precisato Zollitsch ha mai adottato norme simili». Che aggiunge: «Il Papa ci incoraggia ad applicare le nostre norme procedurali in maniera continuativa e a migliorarle se necessario. È favorevole alle nostre misure e sul cammino che abbiamo intrapreso». Il pacchetto è articolato. La Chiesa tedesca ha predisposto un’indagine interna e ha indicato nel vescovo di Treviri, monsignor Stephan Hackermann, l’« incaricato straordinario per tutte le questioni inerenti agli abusi sessuali». Sulle misure a sostegno delle vittime e delle loro famiglie la Chiesa tedesca ha assicurato alle vittime accertate e ai loro familiari «assistenza umana, psicologica e pastorale adeguata alle loro esigenze». Vi è piena disponibilità ad incontrare le vittime. Non si è ancora deciso sull’eventuale risarcimento economico per le vittime. L’indagine è estesa a tutte le diocesi tedesche. «Abbiamo raccomandato di investigare su ogni episodio già emerso o che dovesse emergere, anche riferito a tempi lontani». Sono previste anche misure di controllo sulla corretta applicazione delle norme procedurali. Non si ha ancora un quadro preciso dei casi di abuso. Si attendono le risposte dalle diocesi. Durante il colloquio con il pontefice non si sarebbe toccato il caso del coro di Ratisbona diretto dal fratello del Papa, George Ratzinger.
LA COLLABORAZIONE CON IL GOVERNO
Quello che i vescovi tedeschi respingono è che la pedofilia sia un problema esclusivamente della Chiesa cattolica. Quello che si sottolinea è che «non vi è in Germania un altro gruppo che abbia norme così severe». Molto si attende dalla «tavola rotonda» promossa dal governo con tutte le realtà coinvolte dal fenomeno, prevista per il prossimo 23 aprile.
Vi sarebbe «piena fiducia» dei vescovi con la cancelliera Angela Merkel e con i ministri della famiglia e dell’istruzione. Invece resterebbero gli attriti con il Guardasigilli, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger con la quale sarebbe in programma un incontro chiarificatore.

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