mercoledì 28 aprile 2010

Il reverendo Jeypau accusato di abusi da una quattordicenne è pronto a farsi giudicare

il Fatto 7.4.10
Il reverendo Jeypau accusato di abusi da una quattordicenne è pronto a farsi giudicare

Sarebbe pronto a fare piena chiarezza di fronte a una corte di Giustizia il reverendo Joseph Palanivel Jeypaul, accusato di abusi sessuali da una ragazza quattordicenne in Minnesota. E questo contrariamente alle prime corrispondenze giornalistiche, che raccontavano delle resistenze del sacerdote indiano a tornare negli Stati Uniti per affrontare un processo. La quattordicenne avrebbe accusato Jeypaul di averla minacciata di uccidere la sua famiglia se lei non fosse andata con lui nel rettorato, dove l’ha poi forzata ad avere un rapporto orale. Il Vaticano, informato delle accuse, si sarebbe limitato a rispedirlo nella sua diocesi di origine. Monsignor Almaraj, il vescovo che ha sotto la sua giurisdizione Jeypaul, ha dichiarato che questi lavora nel suo ufficio e che non si occupa di bambini. L’allerta in Vaticano è altissima, e la linea è quella di cercare di fare chiarezza e parare ogni nuovo colpo. Scende in campo per difendere il Papa Donald Wuerl, arcivescovo di Washington, che scrive in una lettera
aperta ai fedeli l’impegno di Ratzinger sulla pedofilia. L’attuale Papa – scrive Wuerl – è stato fermo nel suo aiuto a tutti i vescovi americani quando abbiamo chiesto dei cambiamenti nelle norme canoniche in modo da rendere più celere ed efficace la rimozione di sacerdoti coinvolti in abusi sessuali su minori. Ed è profonda la sua preoccupazione per chi è stato oggetto di abusi sessuali”.
Intanto una petizione sul sito ufficiale del governo britannico chiede che il Primo Ministro “dissoci il governo britannico dalle visioni intolleranti del Papa prima della sua visita in Inghilterra del Settembre del 2010”. Il documento – on line da un po’ di tempo – è stato postato da Peter Thatchell, attivista dei diritti umani, fondatore dell’ala sinistra del Green Party inglese. La petizione ha raccolto già 12245 firme. E torna d’attualità per una delle (tante) accuse rivolte al Papa nel testo: “Chiediamo al Primo Ministro di esprimere il suo disaccordo con il ruolo del Papa nella copertura degli abusi sessuali da parte del
clero”. Subito, per contraltare, i cattolici inglesi hanno creato un altro sito: Support the Pope, nel quale si raccolgono espressioni di amore al Pontefice. La stampa anglosassone aspettava al varco Benedetto XVI: si attendeva, per Pasqua, una presa di posizione netta del Papa riguardo lo scandalo degli abusi. Ogni singolo passo è sotto la lente di ingrandimento, a cominciare dal prossimo viaggio a Malta, dove sono 45 i sacerdoti accusati di abuso sessuale.
Negli Stati Uniti, è il blog di Usa Today – uno dei più diffusi quotidiani tabloid americani – a riprendere il dibattito, con un post dal titolo eloquente: “La crisi della Chiesa riguarda gli abusi sessuali ... o la leadership?” E Bob Schieffer, nella trasmissione televisiva Face the Nation della Cbs, ha sostenuto che la Chiesa dovrebbe sistemare il suo reparto di pubbliche relazioni, dato che prominenti voci Vaticane hanno fatto le maggiori gaffes durante la Settimana Santa.

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