martedì 31 marzo 2009

Englaro, cittadino onorario di Firenze: grazie per Eluana

l’Unità 31.3.09
Englaro, cittadino onorario di Firenze: grazie per Eluana
La destra abbandona l’aula
di Tommaso Galgani

Applausi alla cerimonia d’onorificenza in Palazzo Vecchio, dove due vigilesse restano ferite. Il ricordo di quel viaggio con Eluana in riva all’Arno nel 1990. Beppino: «Fossimo nel ’600, sarei sul rogo come Bruno».

Giuseppe Englaro, padre di Eluana, ieri ha ricevuto la cittadinanza onoraria da parte del consiglio comunale di Firenze. In una giornata intensa, segnata da calore ed emozione ma anche da qualche tensione.
L’EMOZIONE PER BEPPINO
«In realtà questa onorificenza è stata consegnata ad Eluana, che era ribelle come è ribelle da sempre Firenze», ha detto Englaro nella sala del consiglio comunale in Palazzo Vecchio. Ad ascoltarlo non c’erano i consiglieri comunali del Pdl, usciti per protesta consegnando a Beppino una lettera in cui si accusa di «voler legittimare l’eutanasia». In compenso, il Salone dei Dugento era stracolmo di cittadini, che a lungo hanno applaudito le parole di Englaro, accolto al suo ingresso in aula da un’ovazione durata cinque minuti. E applausi se li è presi anche il presidente dell’assemblea, Eros Cruccolini, quando ha attaccato la Curia fiorentina, polemica verso l’onorificenza conferita al padre di Eluana (definita «un atto nefasto»): «Non dia giudizi politici sul consiglio comunale chi non deve far politica», ha precisato Cruccolini. «Sono onoratissimo di ricevere la cittadinanza onoraria di Firenze, città medaglia d’oro della Resistenza e al valor civile per i fatti dell’alluvione del ‘66», ha ribadito Englaro. Che non ha risposto alle polemiche sollevate dal centrodestra e dall'arcivescovado contro l’onorificenza: «Su un tema estremo come il fine vita è normale dividersi». Beppino domenica ha incontrato il sindaco Leonardo Domenici, che ieri non era in Palazzo Vecchio per impegni a Roma con l’Anci.
Ma l’aneddoto più bello Englaro lo ha confidato alla fine della cerimonia, chiusa dal suono delle chiarine del Comune e da un bagno di folla: «Eluana era venuta a Firenze a 19 anni, insieme al papà e alla mamma, le era piaciuta tantissimo. Era il ‘90, aveva la patente, ha guidato lei. In questi giorni sono stato ospitato nello stesso albergo in cui eravamo stati qui con Eluana». Sempre ieri Beppino ha visitato le sedi locali della Cgil e dell’Anpi (da cui ha ricevuto la tessera onoraria).
TENSIONI, VIGILESSE ALL’OSPEDALE
L’altra faccia della cerimonia, dove dopo le divisioni il gruppo del Pd era presente compatto, racconta di manifestazioni becere davanti a Palazzo Vecchio e referti medici. Il padre di Eluana era atteso davanti al municipio da cinque leghisti intenti a contestarlo: «No alla cittadinanza onoraria a Englaro», si leggeva nel loro striscione, mentre col megafono denunciavano che «Firenze inneggia alla cultura della morte». I cinque, ignorati da Beppino al suo passaggio (mentre la gente lo applaudiva), hanno battibeccato per tutta la mattina con passanti e cittadini. Nella sala del consiglio comunale, invece, all’ingresso si è formata una ressa di persone, in stragrande maggioranza estimatori di Englaro, che volevano entrare per seguire la cerimonia. Nella confusione, due vigilesse sono rimaste ferite e sono state portate all’ospedale (referto di sei giorni, per piccole escoriazioni). Mentre i consiglieri del Pdl, nell’uscita dall’aula, si sono presi i cori «fuori, fuori» scanditi dal pubblico.

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