giovedì 19 giugno 2008

Gli irriducibili della laicità

La Repubblica 19.6.08
Gli irriducibili della laicità
di Anais Ginori

La procedura non è facile, serve impegno e vocazione. Primo, mettere le mani sul certificato di battesimo originale, che non è cosa semplice. Magari è stato perso in qualche trasloco, magari è custodito da una vecchia zia-madrina. Senza di quello, non si va avanti. Rintracciati il nome del sacerdote, il luogo, la data e l´ora della cerimonia, si deve inoltrare una richiesta in triplice copia: alla parrocchia dove è avvenuto il battesimo, a quella dove si risiede e al vescovo di competenza. Le prime richieste vengono ignorate. È anche un modo per lasciare un tempo di riflessione. La propria volontà, quindi, deve essere manifestata con forza, all´occorrenza sollecitare con raccomandate. I "teo-no", tecnicamente apostati, non si scoraggiano. In Francia, avanza un manipolo di irriducibili della laicità. Militano contro l´ingerenza della religione nella vita pubblica, nell´epoca dei "teocon" e dei "teodem". Ora che Sarkozy ha riabbracciato il dialogo con il Vaticano, il movimento in favore degli "sbattezzati" prende nuova linfa. In duecento hanno rinnegato quest´anno la religione cattolica, pretendendo pure il certificato. Alcuni di questi hanno riportato in auge una vecchia istituzione della Rivoluzione francese, il battesimo civile che oggi si celebra in alcuni quartieri di Parigi con tanto di madrina e padrino repubblicano. Invece del culto mariano, quello di Marianne.

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