lunedì 2 giugno 2008

La fede ai tempi di Internet

Corriere della Sera 2.6.08
Ogni mese nascono più di cento nuove postazioni
I temi. Approfondimenti religiosi ma anche musica e giochi
La fede ai tempi di Internet
L'Italia ha il record mondiale dei siti cattolici
di Andrea Garibaldi

È opportuno fare attenzione, dentro Internet. C'è un sito che si chiama preghiamo.net che ti precipita dentro un vortice terribile di stupri e di incesti. Ciò non vuol dire che l'universo cattolico abbia equiparato il web al Maligno. Anzi.
Si può parlare di un lento e inesorabile dispiegamento dei siti di ispirazione cattolica nella Rete. Negli ultimi dieci anni sono diventati 12 mila e 500. Ogni mese si contano 100-120 nuovi arrivi. Qui non stiamo trattando quella ventina di indirizzi che fanno capo a gruppi di cristiani omosessuali o a preti sposati, parliamo di ortodossia cattolica. Su queste cifre, l'Italia non ha competitori all'altezza, solo gli Stati Uniti seguono, alla lontana.
Proprio negli Usa è nato Godtube.com, definito da Newsweek «la risposta cristiana a Youtube»: contiene video su funzioni religiose, video personali che esprimono idee di religione, chat o forum in cui dibattere temi sociali o di fede.
Da noi hanno un sito molte parrocchie (2902), associazioni e i movimenti ecclesiali (2408), ordini, istituti religiosi e le missioni (1504), istituzioni della Chiesa (724), luoghi cattolici, e poi santi, beati e testimoni, radio e tv cattoliche, come Radiovaticana.it, da cui si può fare Godcasting, evoluzione spirituale del podcasting, si possono cioè scaricare omelie, preghiere, mp3 di musica sacra.
All'inizio di maggio c'è stata la premiazione del secondo Concorso per i migliori siti cattolici, organizzato dall'Associazione Web Cattolici (Weca). Per le diocesi ha vinto Vicenza («naturale freschezza, navigabilità, capacità empatica di compenetrare animatori giovanili, operatori pastorali, semplici navigatori»). Per le categoria «associazioni », premio a Qumran2.net, sito che ha milioni di contatti mensili: commenti al Vangelo e alla Bibbia (doppio clic su «Parole nuove»), case per ritiri, campi, incontri di gruppo, esercizi spirituali, terreni per campeggio («Il grande libro delle case»), aiuti per chi vuole pregare e meditare («Ritiro on line»), riflessioni sui brani evangelici proposte da don Prospero («Il pane quotidiano »), 610 giochi educativi («Lo scrigno dei giochi»). Animatori, fin dal 1998, don Giovanni Benvenuto, presbitero genovese e Andrea Ros, scrittore per ragazzi e regista. Attenzione a digitare correttamente: se l'iniziale diventa C anziché Q (Cumran2.net) si ottengono capitoli come «Rito del matrimonio» e «Doni dello Spirito Santo », ma anche un link «Entertainment» che con un solo passaggio trascina a «Top gay porn series».
Fra i «siti personali» ha prevalso religione20.net, curato da Luca Paolini, docente di religione di Livorno che si è dedicato soprattutto a sposare le nuove tecnologie con l'insegnamento della sua materia. Ecco dunque una serie di «mappe concettuali», molto utilizzate nella scuola di oggi.
La mappa su Gesù porta dall'infanzia, alla crocifissione, alla sindone, alla Resurrezione. Un'altra sezione si chiama «webinari» (binari sul web) e permette, ad esempio, di percorrere «in pochi minuti» la vita di San Francesco o di virtualmente visitare la basilica di San Francesco.
L'uomo che sovrintende alle relazioni fra chiesa e Internet si chiama Francesco Diani. Per ventuno anni ha diretto un'azienda agro industriale a Mantova, poi ha preso ad occuparsi della Rete. Sul suo siticattolici.it si trova la summa della materia. La parte del leone (quantitativa) la fanno le parrocchie, ce ne sono quasi duemila con un proprio sito. Come grandi bacheche elettroniche.
La parrocchia di San Martino in Rassina (Arezzo) lancia un sondaggio per parrocchiani: cosa pensate dei Dico? Favorevoli (a sorpresa) il 42,9 per cento, contrari il 39,3.
La parrocchia di San Gabriele Arcangelo di Collecorvino (Pescara) lancia in rete una campagna contro la Lavazza, che remunera con cifre irrisorie i contadini del Sud del mondo: «Se San Pietro beve il caffè la sua marca preferita non è Lavazza».
La Diocesi di Fano mette in rete la foto di monsignor Armando Trasarli che premia Lorena Bianchetti, star tv. E poi gli annunci di «chi è mancato», i matrimoni, i compleanni dei parrocchiani, le foto alla fine della messa, le messe e i rosari on line.
Da siticattolici si arriva anche a preti online.it dove, regione per regione, sono elencati oltre duemila sacerdoti da interpellare. Vicino a ciascuno un pallino verde, giallo o rosso (disponibile al colloquio, impegnato temporaneamente, non attualmente disponibile). Ogni sacerdote in poche righe si presenta: «Interessi principali Bibbia, teologia, spiritualità, il pensiero debole di Gianni Vattimo, chitarra classica e musica», scrive don Angelo Cannata di Noto (Siracusa). «Prete sempre contento di essere prete», si proclama don Giuseppe Di Bella dall'isola di Lipari. Poi c'è bricioledisperanza che diffonde solo buone notizie, atti di carità e misericordia. Innamoratidella madonna.it è uno degli 80 mila siti dedicati alla Vergine Maria. In anim@tamente ci sono corsi di educazione all'amore. In Cybermidi musica sacra da scaricare, karaoke cristiano, testi e accordi.
Un altro pioniere è don Ilario Rolle, 56 anni, torinese: «Era il 1996, il vescovo di Torino, Balestrero, mi disse: qualcuno di noi si deve occupare di Internet. Io avevo già esperienze di rete...». Don Ilario e i suoi collaboratori forniscono aiuto a parrocchie e altre associazioni cattoliche per aprire e gestire i siti, tramite l'Associazione del web cattolico. Come ci si orienta nell'immensa Rete? «Un filtro è fornito da davide.it che elimina chi offre pornografia, violenza, pedofilia».
Il Vaticano, come da tradizione, è prudente. Ha i suoi siti molto ufficiali, prima di tutti chiesa cattolica.it, che conduce verso molti indirizzi censiti anche da Diani, ma non a tutti: esclusi sono ad esempio quelli «personali ». Riguardo a Internet il punto di riferimento è tuttora un documento (febbraio 1992) del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, dove si definiscono i nuovi mezzi di comunicazione sociale come «meravigliose invenzioni tecniche, doni di Dio», ma si giudica necessario un utilizzo di Internet «soltanto per fare il bene». Dice don Ilario Rolle: «Ci sono molti timori nella gerarchia. Internet è troppo democratico, troppo «aperto». Nel documento del 1992 si ipotizzava «una certificazione con la supervisione di rappresentanti del Magistero », sorta di patente per siti cattolici. Sei anni più tardi non c'è ancora in Vaticano un ufficio incaricato di controllare il web. Disse Benedetto XVI ai dipendenti della Radio Vaticana che gli avevano appena fatto dono di un iPod: «Non abbiate paura, apritevi alla Rete». Con giudizio, però.

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