lunedì 9 giugno 2008

«Il nostro è stato un atto simbolico di occupazione del Vaticano»

Liberazione, 8 giugno 2008
«Il nostro è stato un atto simbolico di occupazione del Vaticano»

«Il nostro è stato un atto simbolico di occupazione del Vaticano». E ieri una decina di partecipanti del comitato Facciamo Breccia ha tentato il blitz. Un blitz durato pochi minuti in piazza San Pietro perché subito bloccato dall'intervento delle forze dell'ordine. «E' stata una cosa assurda - riferiscono le partecipanti - anche perché la polizia ha fermato tutti». E dire che sono stati bloccati anche i giornalisti, i fotografi, persino un collaboratore di Liberazione , nonché i turisti ignari malcapitati sul posto. «A chiunque avesse fatto foto sono state fatte cancellare - denuncia il comitato - Siamo di fronte alla fine dello stato di diritto, come dimostrano le azioni di questo governo e le violenze di strada contro tutti i soggetti diversi». E dire che il tutto è stato deciso dopo la mancata autorizzazione di piazza San Giovanni come location conclusiva del Pride. I motivi addotti, come ricordano le esponenti del comitato che hanno tentato con un'azione simbolica di ricordare l'accaduto, «erano e restano risibili». Spiegazioni assurde date al comitato promotore del Pride: l'autorizzazione non è stata concessa con la scusa di un concerto che si teneva - si badi bene - dentro le mura della Lateranense. «Dopo un Pride festoso e autodeterminato, Facciamo Breccia - dicono dal comitato - denuncia il tentativo di repressione e la sottrazione degli spazi di agibilità politica legata alla negazione di piazza San Giovanni come piazza finale del pride di Roma. I movimenti lesbici, femministi gay e trans non si arrestano, e dopo l'occupazione di tutti gli spazi politici da parte delle destre clerico-fasciste, Facciamo Breccia ha simbolicamente occupato il territorio vaticano e Piazza san Pietro. L'occupazione è avvenuta con le bandiere No Vat e con i corpi dei soggetti che vengono ogni giorno simbolicamente e ideologicamente costruiti come "diversi" dai mass media e dalla politica istituzionale di ogni colore. Rivendichiamo quest'azione come atto di liberazione nell'ambito del Pride Roma contro la deriva oscurantista e securitaria che si è attivata anche, ma non solo, contro i soggetti lesbici, gay e trans». Nel frattempo a San Giovanni, in una piazza deserta, un altro sit in promosso dai radicali, esponenti di Rifondazione come Saverio Aversa ed Elettra Deiana, gente comune è tornato a ribadire quanto sia stato incauto e incomprensibile non concedere una piazza pubblica ad un evento come il Pride. «La piazza ieri - racconta Aversa - era deserta. Nessun pullman, neppure quello dei partecipanti al concerto che si teneva all'interno della Lateranense. Denunciamo - conclude - questo tentativo oscurantista di vietare una manifestazione in difesa di valori civili».
CM

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