venerdì 13 giugno 2008

La Cei chiede più soldi anche per la sanità cattolica

La Cei chiede più soldi anche per la sanità cattolica

Liberazione del 13 giugno 2008, pag. 5

di Ful. Fa.
Dopo le scuole gli ospedali: la Cei chiede soldi per la sanità cattolica. L'occasione è un convegno sul "no profit nell'assistenza sanitaria" organizzato dall'Università del Sacro Cuore di Roma, vale a dire dal Policlinico Gemelli. L'accento viene posto sull'etichetta "no profit" e se ne capisce la ragione: in pieno scandalo della Santa Rita di Milano non conviene definirsi privati o a scopo di lucro.
Il segretario della Cei Giuseppe Betori difende le strutture gestite da enti religiosi che - precisa - «nella stragrande maggioranza godono fiducia e apprezzamento» «Ma questo non si traduce - incalza - nel pieno riconoscimento della loro funzione pubblica e delle conseguenti indennità da parte delle Regioni». Qualche tempo fa è stato il papa in persona, ricevendo gli amministratori del Lazio, a lamentare l'insufficienza dei finanziamenti. Betori riconosce di essere preoccupato in particolare proprio per il Gemelli. Il policlinico chiede alla Regione Lazio oltre 500 milioni di arretrati. Le risorse regionali sono scarse per tutta la sanità - ammette il segretario Cei - ma non è giusto che per colpa di qualche struttura privata vengano colpite anche le altre.
All convegno sono presenti i dirigenti dell'Aris, Associazione religiosa istituti sociosanitari che raggruppa ogni sorta di clinica cattolica. Tra il pubblico siede anche Giuseppe Profiti, l'attuale presidente del Bambin Gesù che la magistratura genovese ha accusato di turbativa d'asta nell'inchiesta sugli appalti delle mense.

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