sabato 10 maggio 2008

Spagna Al via le riforme su libertà religiosa, aborto, legge elettorale

Corriere della Sera 9.5.08
Spagna Al via le riforme su libertà religiosa, aborto, legge elettorale
Stretta di Zapatero: «Stato più laico»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MADRID — A 130 giorni esatti dalla «manifestazione per la famiglia» presieduta a Madrid da 40 vescovi e cardinali, contro la politica del governo socialista, José Luis Rodríguez Zapatero presenta il conto: la Spagna diventerà uno Stato laico, sempre più laico. La legge della Libertà religiosa, in vigore dal 1980, sarà rivista. Per il Concordato è probabilmente solo questione di tempo. Poco più di due mesi fa, quando la Conferenza episcopale spagnola aveva invitato a non votare chi facilita aborto, divorzio e matrimoni omosessuali, il segretario del Psoe, José Blanco, aveva avvertito i vescovi: «Se vinciamo le elezioni, nulla potrà più tornare come prima nei rapporti con la gerarchia ecclesiastica ». E il presidente del governo aveva promesso di «mettere i puntini sulle i» con i prelati, partigiani dell'opposizione, non appena riconfermato dagli elettori.
Il momento è arrivato con la presentazione alla Commissione costituzionale del congresso delle principali riforme in programma. C'è da risistemare la legge elettorale, ha spiegato la vice presidente, María Teresa Fernández de la Vega, per tutelare i partiti nazionali minori nella ripartizione dei seggi. C'è da modificare la Costituzione «maschilista », che impedisce attualmente alla piccola Leonor, primogenita del Principe Felipe, di aspirare al trono. Ma c'è anche da rimettere mano alla legge sull'aborto e da incrementare la laicità dello Stato, «riconoscendo i diritti degli agnostici e adeguando la norma al pluralismo religioso che caratterizza la Spagna di oggi».
La pubblica neutralità di fronte alle fedi religiose, o all'ateismo, comporterà inevitabilmente una revisione anche dei finanziamenti che, secondo i calcoli del quotidiano El País, ammontano ora a 4 miliardi di euro all'anno per la Chiesa cattolica e appena 5 milioni per tutte le altre confessioni minoritarie. Ma non è soltanto una questione economica: musulmani, protestanti, ebrei lamentano la mancata applicazione degli accordi del 1992 che consentivano, tra l'altro, l'assistenza religiosa ai rispettivi fedeli nelle caserme, nelle carceri, negli ospedali e riconosceva effetti civili ai matrimoni celebrati secondo quei riti.
Fernández de la Vega non vede di buon occhio la presenza del Servizio di assistenza religiosa cattolica nel comitato etico degli ospedali pubblici, autorizzata dalla Comunità autonoma di Madrid (guidata dal Partito Popolare). Ma se, pochi mesi prima delle elezioni, Zapatero aveva sostenuto di non ritenere necessarie modifiche alla legge sull'aborto, in vigore dal 1985, ora l'orientamento del governo è cambiato.
La vice presidente ha promesso di mettere al lavoro una commissione di esperti per garantire meglio i diritti delle donne che decidono di interrompere la gravidanza, nei termini previsti, proteggendone l'intimità e i dati personali.
Elisabetta Rosaspina Vice presidente Fernández de la Vega