giovedì 17 luglio 2008

FIGLIE ABUSATE DA PRETE, GENITORI VOGLIONO UDIENZA PAPA

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FIGLIE ABUSATE DA PRETE, GENITORI VOGLIONO UDIENZA PAPA
Emma e' morta suicida all'inizio dell'anno perche' non riusciva a reggere la vergogna dell'abuso subito da piccola da parte di un prete. La sorella Katie, anche lei violentata a piu' riprese dallo stesso sacerdote, cadde nella dipendenza dell'alcool e nel 1999 subi' un incidente d'auto che le ha lasciato gravissimi danni cerebrali e fisici. I genitori delle due ragazze, Anthony e Christine Foster, sono a Sydney -giunti dall'Europa, dove risiedono attualmente- perche' vogliono incontrare papa Benedetto XVI, essere ricevuti in udienza e sentirsi chiedere scusa per gli abusi subiti delle due piccole.
Il sacerdote Kevin O'Donnell, che abuso ripetutamente di Emma e Katie Foster quando le piccole frequentavano una scuola a Melbourne, e' morto nel 1997 dopo aver trascorso molto tempo in carcere proprio per i ripetuti abusi sessuali. La famiglia Foster ha gia' rifiutato un accordo extragiudiziale di 50.000 dollari australiani, offerto dall'allora arcivescovo di Melbourne, oggi leader della chiesa cattolica australiana, George Pell. Il Papa, che terminera' la visita domenica prossima, aveva affermato -sull'aereo in volo da Roma verso Sydney- che in Australia, esattamente come aveva fatto nel viaggio in Usa, avrebbe chiesto scusa per gli abusi sessuali di cui si erano macchiati i sacerdoti cattolici in Australia. Ma mercoledi' il direttore della sala stampa, padre Federico Lombardi, ha precisato che il tema sara' trattato ma che parlare di "scuse", come hanno scritto i giornali, e' eccessivo. Intanto l'organizzazione 'Broken Rites', un gruppo d'aiuto alle vittime di abusi sessuali commessi in seno alla Chiesa, ha deciso di manifestare insieme all'organizzazione 'No al Papa', nella manifestazione organizzata sabato contro le posizioni della Santa Sede in tema di omosessualita', aborto e Aids. ((AGI) - Sydney, 16 lug.

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