mercoledì 30 gennaio 2008

Fecondazione, è caos se non si rifà la legge

Fecondazione, è caos se non si rifà la legge

L'Opinione del 30 gennaio 2008, pag. 4

di Elisa Borghi

La scorsa settimana il Tar del Lazio ha giudica­to illegittime le linee guida della legge sulla fecondazione medicalmente assistita, più nota come Legge 40. Accogliendo il ricorso delle asso­ciazioni "Madre Provetta", "Amica Cicogna" e "Warm", i giudici del tribunale amministrativo hanno annullato quelle parti della norma che prevedono la predeterminazione degli embrioni da ottenere e poi da impianta­re in utero (non più di tre), e il divieto di diagnosi preimpianto. Si riapre così il dibattito sulla feconda­zione assistita, una materia su cui al mo­mento esiste un pericoloso vuoto nor­mativo, perché decadute le vecchie li­nee guide il ministero della Salute tarda ad emanare quelle nuove, lasciando nel dubbio e nella precarietà gli operatori sanitari e le coppie che ricorrono alla fe­condazione assistita. Ne parliamo con Marco Cappato, radicale, segretario del­l'Associazione per la libertà di ricerca scientifica Luca Coscioni.

Si aspettava questa sentenza?

Noi abbiamo sempre lottato perché anche a livello giurisprudenziale venisse­ro cancellate le linee guida, che aggiun­gono alla legge 40 delle proibizioni che vanno contro i diritti fondamentali della donna e dei portatori di malattie geneticamente trasmissibili. Dopo questo successo ora diventa urgentissimo che il ministro Livia Turco emetta le nuove linee guida.

In un periodo di attesa e di transizione politica come quello che stiamo vivendo, pensa che ci sia spazio per discutere della legge 40?

Anche vedendo le prese di posizione delle varie associazioni, ritengo che in questi giorni ci siano tutte le condizioni per fare uscire le nuove linee guida e questo perché, primo, è illegale non far­lo, e secondo la decisione del Tar ha contribuito a chiarire la materia. Quando parlo di illegalità mi riferisco al fatto che le linee guida durano tre anni e quelle della legge 40, fatte nell'agosto 2004, sono scadute nel 2007. Inoltre adesso non sono nemmeno in vigore quelle vecchie perché il Tar del Lazio le ha fatte cadere, il ministro della Salute commetterebbe una gravissima man­canza politica se, per paura delle componenti clericali di destra ed sinistra, dovesse lasciare ca­dere la possibilità di rinnovare la legge.

Come si regolano i medici che si trovano ad operare in questo vuoto normativo?

Oggi si deve fare riferimento al precedente giu­risprudenziale del Tar. Dunque i medici possono procedere all'analisi genetica preimpianto. Ma i centri di fecondazione hanno comunque bisogno di un regolamento e di una legge che dia delle certezze agli operatori e alle coppie.

Un terzo grado di giudizio potrebbe ribaltare la decisione del Tar?

lo spero che l'avvocatura dello stato non faccia ricorso per difendere le linee guida scadute. Auspico semmai che anche la Corte costituzionale si esprima sul fatto che la legge 40 impone pra­tiche che vanno contro la salute della persona. Il divieto di conservare più di tre ovociti, ad esem­pio, costringe te donne a rischiare un patto plu­rigemellare o a sottoporsi a cicli di stimolatori ormonali.

Lei come cambierebbe la legge 40?

Questa legge si dovrebbe abolire o ri­formare radicalmente nelle parti che ri­guardano la diagnosi genetica preim­pianto, l'accesso alla fecondazione eterologa e la ricerca sulle cellule stamina­li. Uno degli aspetti più assurdi è che mentre l'Unione Europea finanzia la ri­cerca sugli embrioni extranumerari, da noi questi stessi embrioni sono destinati a marcire nei frigoriferi. E non si capisce che cosa ci sia di tanto etico e di morale a buttarli nella spazzatura. Aspettando una revisione della legge cerchiamo di lavorare anche su piccoli miglioramenti, come potrebbe essere quello di ricono­scere e regolare le modalità di accesso all'analisi preimpianto.

L'associazione Luca Coscioni come porta avanti questa battaglia?

Ci muoviamo soprattutto sui casi individuali, co­me quelli di Luca Coscioni e Piergiorgio Welby. Di fronte alla paralisi della politica, con i clericali di destra e di sinistra che boicottano qualsiasi tentativo di riforma - anche il più ragionevole, come il testamento biologico - le più grosse vittorie nel campo del diritto alla cura quest'anno si sono ottenute sul piano individuale. Durante il congresso dell'associazione Luca Coscioni che si terrà a Salerno dal 15 al 17 febbraio, cercheremo di puntare (a luce proprio sui singoli casi, sui pre­cedenti di giurisprudenza. È un lavoro un po' all'americana a cui parteciperanno tutti gli avvoca­ti e i giuristi del caso Welby e del caso Englaro e tutti coloro che hanno presentato ricorso sulla fecondazione assistita.

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