domenica 27 gennaio 2008

Zapatero. Verso il cambio della legge sull'interruzione di gravidanza

Corriere della Sera 27.1.08
Zapatero. Verso il cambio della legge sull'interruzione di gravidanza
La pillola del giorno dopo gratis e libera in Spagna
Piano dei socialisti. «Troppi aborti tra le più giovani»
di Elisabetta Rosaspina

La situazione attuale varia da regione a regione: gratis e senza ricetta, a pagamento e con obbligo di prescrizione

MADRID — La casa, la rivalutazione degli stipendi minimi, l'assegno bebè e ora la pillola del giorno dopo: Zapatero ha bisogno dei giovani per poter continuare a governare la Spagna dopo il 9 marzo prossimo e, all'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale, cala tutti i suoi assi per spingerli alle urne. L'ultimo in ordine di tempo è l'accesso libero e gratuito alla pillola del giorno dopo, l'anticoncezionale d'emergenza che impedisce un'eventuale gravidanza nelle 72 ore successive a un rapporto sessuale a rischio. Un metodo preventivo dal punto di vista dell'Organizzazione mondiale della Sanità e di quello (non unanime) del mondo scientifico, un aborto precoce dal punto di vista della Chiesa. Ma l'attuale primo ministro socialista sa di non poter più contare granché sull'appoggio delle gerarchie ecclesiastiche spagnole, almeno da quando ha dato il suo imprimatur alle nozze omosessuali e ha facilitato le procedure legali per il divorzio, eliminando il periodo propedeutico della separazione.
La maratona elettorale dei due principali contendenti segue ormai itinerari diversi, verso il medesimo traguardo: il Partito Popolare spera di vincere la corsa concentrando la sua strategia su argomenti economici, e soprattutto fiscali, oltre che sulla difesa della famiglia tradizionale; il Partito Socialista punta alle politiche sociali e al sostegno al mondo giovanile. Cui si rivolge, evidentemente, anche quest'ultima promessa.
La pillola del giorno dopo si commercializza in Spagna da sette anni. Ma la sua distribuzione non è regolamentata da una legge valida in tutto il Paese. L'unico requisito formalmente richiesto in tutto il territorio, adesso, è la ricetta medica. Il resto è lasciato alle amministrazioni locali. Sono le comunità autonome a decidere come, quando e a che condizioni distribuirla. Ci sono regioni, come la Catalogna, l'Andalusia e la Navarra dove le formalità sono ridotte al minimo, il farmaco si può ottenere gratuitamente e rapidamente attraverso la rete sanitaria pubblica. In altre aree, perlopiù controllate dal Partito Popolare, l'iter non è così agevole e il prezzo può arrivare a una ventina di euro in farmacia.
Quanto basta per scoraggiare molte ragazze.
Su questa considerazione si basa il ragionamento di partenza del progetto del Psoe, intitolato «Strategia per la salute sessuale e riproduttiva»: negli ultimi vent'anni, in Spagna, il numero di aborti ai quali si sottopongono le minorenni è quasi quadruplicato. Le statistiche più recenti disponibili si riferiscono al 2005, anno in cui almeno 13 mila adolescenti hanno interrotto volontariamente una gravidanza indesiderata e già accertata. Quante di loro avrebbero potuto evitare di arrivare all'intervento con una pillola, seppure tardiva? L'obiezione di coscienza, secondo i legislatori socialisti, in questi casi non vale: il rimedio del giorno dopo dovrebbe essere reso disponibile in qualunque pronto soccorso, 365 giorni all'anno e 24 ore al giorno. I socialisti respingono anche obiezioni più cliniche, secondo le quali la pillola comunque non è affatto salubre e rischia di diventare, una volta liberalizzata, un sistema anticoncezionale abituale, soprattutto per le più giovani. Ma Guillermo Gonzalez, presidente della Federazione per la pianificazione familiare, lo considera un rischio inevitabile: «Ci sarà sicuramente chi ne abusa, come chi abusa dell'alcol — dice —, ma le donne in genere sanno fare un uso razionale degli anticoncezionali».
Non ne sono così convinti i medici: la categoria, secondo i sondaggi, è spaccata esattamente in due circa l'opportunità di distribuire la pillola del giorno dopo senza ricetta medica.

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