venerdì 18 gennaio 2008

Ratzinger superstar in tv

Ratzinger superstar in tv

La Stampa del 18 gennaio 2008, pag. 11

di Giacomo Galeazzi

In una celebre scena del film «Lamerica» di Gianni Amelio due albanesi discutono per stabilire se in Italia sia più importante il Presidente della Repubblica o il Papa. «Appare di più in televisione, quindi il Papa conta di più», è l'argomentazione decisiva che pone termine alla disputa. I dati sembrano dare ragione al regista. Ma non manca­no le sorprese. A «Studio Aperto», il te­legiornale di Italia 1, il religioso che va più in video non è il Papa ma don Sante Sguotti, il sacerdote padovano con com­pagna e figlio al seguito e non manca in graduatoria il prelato dello scandalo vaticano della chat omosex, monsignor Tommaso Stenico. Basta sintonizzarsi, invece, sul Tg3 per ascoltare spesso i missionari comboniani Alex Zanotelli e Renato Kizito Sesana o don Luigi Ciotti.



E i big milanesi dell'assistenza e della sanità cattoliche, don Antonio Mazzi e don Luigi Verzè? La loro tele-casa è il Tg4 di Emilio Fede.



Più istituzionali il Tgl, il Tg5 e il Tg2, dove, alle spalle del Papa, prevalgono nei minuti in onda i vertici Cei, Angelo Bagnasco e Giuseppe Betori e i «vatica­ni» Tarcisio Bertone e Federico Lombardi. Se poi si allarga la rilevazione del Centro Nazionale d'Ascolto a tutti i pro­tagonisti della vita pubblica, nella classi­fica per «tempo di parola» degli ultimi due anni, Joseph Ratzinger, al Tgl, è se­sto dietro Prodi, Berlusconi, Casini, Na­politano e Fini e davanti a Rutelli, D'Alema e Bertinotti. Mentre, nella «top ten» del Tg2, è quarto, preceduto solo da Prodi, Berlusconi e Fini. In totale, a Be­nedetto XVI, dalla sua elezione ad oggi, i telegiornali italiani hanno dedicato po­co meno spazio che all'informazione ri­servata all'intero governo.



Il «tempo d'antenna» sono i minuti complessivamente dedicati ad un perso­naggio e comprende il tempo di parola e quello speso dal conduttore del tg per lanciare il servizio oppure leggere la no­tizia. Dal 19 aprile 2005, giorno in cui Joseph Ratzinger è diventato Papa, il Tgl, nelle sole edizioni principali, ha esposto notizie o posizioni della Chiesa cattolica per quasi 27 ore. Solo sommando tutti i membri del governo si ha un risultato maggiore (32 ore). Al premier nel tg di Rai Uno è stato dato meno spazio, 18 ore, e la metà dei tempo degli esponenti cattolici è stata riservata al Presidente della Repubblica (13 ore). Sul Tg2, lo spazio dedicato agli esponenti della Chiesa cattolica è stato di 20 ore (pari al 32%), di poco inferiore al tempo dedica­to ai membri di governo (21 ore), il dop­pio del presidente del Consiglio (12 ore) e due volte e mezzo in più del Presiden­te della Repubblica (8 ore). Sul Tg3, agli esponenti ecclesiastici è stato dedicato un «tempo di antenna» di 15 ore (pari al 25%), la metà dello spazio dedicato ai membri del governo (30 ore), e più del Presidente della Repubblica (13 ore).



Sulle reti Rai la Chiesa cattolica ha il 99,80% dello spazio dell'informa­zione religiosa, lasciando ben poco agli altri soggetti confessionali. «In nessun Paese del mondo la presenza ecclesiale sui media è così forte da su­perare persino le istituzioni statali e da relegare le altre confessioni alla semiclandestinità televisiva - com­menta il leader radicale Marco Pannella. I telegiornali in Italia assegna­no al Vaticano un monopolio indiscus­so per tutto quel che riguarda i pro­blemi etici, morali, civili, costitutivi della stessa legalità repubblicana».

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