domenica 23 dicembre 2007

Dico, il Vaticano passa agli insulti

Dico, il Vaticano passa agli insulti
L'Unità del 13 marzo 2007, pag. 1

di Maria Zegarelli

«Si è dunque inscenato sabato il promesso corteo a favore del ri­conoscimento legale delle cop­pie omosessuali. Una manifesta­zione nella quale, al di là del­l'immagine borghese e rassicu­rante che si voleva dare, hanno trovato posto discutibili ma­scherate e carnascialate varie. Ironie e isteriche esibizioni da parte di chi invoca riconosci­menti e non esprime rispetto». Così scrive l'Osservatore Roma­no.



Il quotidiano dello Stato Vaticano entra a gamba tesa nella già accesa polemica sulla manifestazione che si è svolta sabato scorso in piazza Farnese a Roma in difesa del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto.



Un intervento che si inserisce in un clima politico ancora rovente con i ministri che battibeccano tra di loro, Prodi che interviene e torna a prendere le distanze dal ministri Pollastrini, Pecoraro Scanio e Ferrero, che hanno preso parte alla manifestazione (distanze condivise dalle ministre Bindi e Bonino) e Clemente Mastella che minaccia fuoriuscite dal governo e un referendum in caso di approvazione della legge sui Dico. Su questa posizione il Guardasigilli crea un fronte compatto con Pierferdinando Casini - Udc - e di assoluta sintonia con oltretevere. Tanto che nell'articolo dell'Osservatore il suo comportamento (come quello di Casini) raccoglie la piena approvazione. Il giornale vaticano punta l'obiettivo sui bambini e lancia un affondo durissimo contro il sit-in: “Erano in molti i manifestanti omosessuali che recavano sulle spalle o per mano, dei bambini, frutto di precedenti relazioni o anche dl fecondazioni praticate all'estero. Bambini la cui presenza è stata sfruttata proprio allo scopo di accreditare l'immagine, che vorrebbe essere rassicurante, di una famiglia da tutelare. Ogni bambino, almeno da quando è nato, gode, anche nell'ordinamento italiano, di diritti che gli vengono riconosciuti comunque, in ogni condizione si trovino i loro genitori. Anche per questo, sfruttare la loro ingenuità appare un’operazione particolarmente criticabile. Ma è anche, ancora una volta, la prova evidente di quale sia la finalità di chi si batte per il riconoscimento legale degli omosessuali, essendo la presenza di minori determinante per garantire ad un nucleo famigliare particolari diritti». Per questo, secondo l'Osservatore, «spiccavano in piazza Farnese, fra l'altro ben tre ministri, a dimostrazione di come una parte del Governo sembra volersi impegnare personalmente per una questione diventata inspiegabilmente prioritaria», per fortuna è arrivato Mastella a «sfrondare il campo da ogni ipocrisia» e dire che su una questione così potrebbe cadere il governo. Proprio come, secondo indiscrezioni che trapelarono alla vigilia dell'approvazione in Cdm dei Dico, auspicò il cardinale Camillo Ruini. Al di qua del Tevere il deputato ds franco Grillini, presidente Arcigay, commenta a caldo: «Non ci meraviglia che l'imponente manifestazione "Diritti ora!" non sia piaciuta all'Osservatore. Un conto pero è non condividere i contenuti della kermesse per i diritti, la non discriminazione e la dignità di milioni di persone, un conto è insolentire i migliaia di manifestanti, apostrofati come "pagliacci", e perseguire nell'ossessione antiomosessuale che caratterizza il vertice vaticano». Secondo il capogruppo della Rnp alla Camera, Roberto Villetti, l'Osservatore esaspera «aspetti di colore presenti nella manifestazione con l'evidente scopo di svilirne il profondo significato civile e politico e lancia una “caccia alle streghe”». «Le vere vittime di questa assurda contrapposizione ideologica e religiosa - dice Angelo Bonelli dei Verdi - sono milioni di cittadini al quali è necessario dare risposte». Il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena pretende le scuse dell'Osservatore, mentre Marina Sereni, vicecapogruppo Ulivo alla Camera ricorda agli alleati: «Dobbiamo rispettare l'im­pegno preso con i nostri elettori». Secondo Isabella Bertolini, Fi, il centrosinistra è affetto «da clericofobia».


Il Guardasigilli si tira fuori. Lui no. Anzi: «Se mi pongono un proble­ma o un dilemma, "o al Governo oppure devi firmare i Dico", io esco dal Governo». Anche a costo di far cadere Prodi e di cadere lui stesso. Tutti a terra ma niente Di­co. Se ci fosse la fiducia «voterei no», minaccia. E se si dovesse arrivare a una legge, allora l'Udeur po­trebbe anche «promuovere un re­ferendum» per farla abrogare. Pas­sando di trasmissione in trasmis­sione, da «l'Antipatico», a «Porta a Porta», rimprovera i suoi colleghi presenti sul palco sabato di non averlo difeso quando è stato fi­schiato. Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio non ce la fa più e spie­ga che lui non lo ha difeso sempli­cemente perché nessuno lo ha fi­schiato in sua presenza: «La mani­festazione e i nostri interventi dal palco sono stati trasmessi su Raitre e tutti possono confermare che dalle 17 alle 18, cioè quando eravamo presenti, nessuno ha insultato o fischiato il ministro». La platea in quel lasso di tempo ha applaudito i ministri. «Mastella la pensa diversamente da me - dice il ministro - ma merita tutto il mio rispetto e se avessi sentito i fi­schi l'avrei difeso».Rosy Bindi invi­ta tutti ad abbassare i toni, ma poi dice che a lei le piazze come quel­la di sabato «non piacciono,e in­fatti non ci sono andata». Comun­que, «la famiglia è tra un uomo e una donna e quindi il desiderio di maternità e di paternità un omo­sessuale se lo deve scordare». Quindi, «è meglio che un bambi­no stia in Africa, piuttosto che cre­sca con due uomini, o due don­ne». Il senatore a vita Giulio Andreotti tanto per rendere più scivo­loso il dibattito ha annunciato un emendamento al ddl sui Dico per eliminare le parole «dello stesso sesso»: quel riferimento, alle cop­pie di fatto dello stesso sesso, «è un errore e non deve essere appro­vato». Forse, in quel caso, i teodem della Margherita, potrebbero persino votare a favore.

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