domenica 23 dicembre 2007

Dico, nuova offensiva dei vescovi

Dico, nuova offensiva dei vescovi

La Repubblica del 14 febbraio 2007, pag. 18

di Giovanna Casadio

Costante, quasi martel­lante, l'offensiva del Vaticano contro la legge sulle coppie di fat­to. Ieri i vescovi si sono fatti senti­re con una nota dell'agenzia di stampa Sir nella quale i Dico, i Di­ritti dei conviventi, sono definiti «un compromesso inaccettabile e pericoloso». Spiega, la Chiesa, che potrebbe essere d'accordo su una tutela dei diritti, magari af­frontati volta per volta, con «provvedimenti ad hoc in cui sia­no riconosciute le situazioni dal­l'assistenza, alla casa, ad altri ser­vizi sociali e individuali» ma asso­lutamente "no" ai matrimoni gay. Pollice verso dei vescovi alle «estenuanti mediazioni su que­sto tema e quello di fatto connes­so alla cosiddetta famiglia omo­sessuale». Giudizio positivo inve­ce sul ruolo svolto dal leader dell'Udeur, Clemente Mastella che a qualsiasi ipotesi di legge sulle unioni civili ha opposto una con­trarietà intransigente in linea con il "non possumus" della Chiesa. Il governo italiano è promosso dai vescovi su un solo punto: che «non porrà la fiducia sui Dico». Insomma c'è spazio per «interpellare fino in fondo le coscienze» e non demandare agli equilibri meramente politici e alla dialetti­ca maggioranza-opposizione una scelta del genere».



Il nuovo attacco — che arriva il giorno dopo l'anatema del cardi­nale Ruini che ha annunciato una nota vincolante per i credenti contro i Pacs all'italiana — attizza il fuoco delle polemiche e soprat­tutto la tentazione della sinistra di chiedere una revisione del Concordato. La controffensiva della sinistra parte proprio da qui. Sbotta Franco Giordano, il segretario di Rifondazione: «Le gerarchle ecclesiastiche stanno veramente introducendo una modalità di rapporto con la politica italiana che mi sembra andare fuori dai limiti consentiti». Rim­piange la mediazione rappresen­tata dalla De «che noi abbiamo sempre osteggiato» ma che impe­diva questi interventi diretti del Vaticano ormai «lontano dalla società». Prevede molti emenda­menti di Rifondazione. Attacca anche Gavino Angius: «Ormai siamo ad una lesione grave del Concordato». Rincara Manuela Palermi (Pdci-Verdi) : «Bisogna rivedere il Concordato». E Bonelli:«Stop a una Chiesa-partito».


Di segno opposto gli emenda­menti che stanno mettendo a punto i Teodem, gli ultra cattolici della Margherita. Paola Binetti pensa a un ddl che modifichi ra­dicalmente i Dico. Di altro avviso, Enzo Carra che punta a un inter­vento "chirurgico" sul testo. Co­munque, ieri sera riunione dei Teodem, Bobba, Binetti, Baio, Calgaro e Carra. A disagio i catto­lici democratici della Margherita (che si riconoscono nel manife­sto dei Sessanta) tra convinzione laica e pressing della Chiesa. Un chiarimento ci sarà (nella dire­zione del 26) con il leader Rutelli che aveva "blindato" il testo Bindi-Pollastrini temendo scelte ra­dicali. Barbara Pollastrini, la mi­nistra ds delle Pari opportunità avverte : «Il Parlamento può arric­chire e migliorare, né io né la collega Rosy Bindi siamo gelose di quanto fatto. Ma abbiamo aperto una porta chiusa a dieci manda­te». Nell'offensiva dei vescovi c'è anche l'ipotesi di una manifesta­zione anti-Dico (Monsignor Fisichella lancia l'idea di riempire piazza San Giovanni). «Una manifestazione clericale avrebbe to­ni razzisti», ribatte il ds Franco Grillini. Scende in campo la Fise, la federazione che raccoglie 160 testate cattoliche: «Inaccettabile la scelta del governo sui Dico».

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