mercoledì 26 dicembre 2007

"I re magi e la cometa? Mai esistiti"

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RIVISITAZIONI STORICHE
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"I re magi e la cometa? Mai esistiti"
Gli studiosi sembrano concordare: ne parla solo il vangelo di Matteo ma, ma il testo è poco attendibile e con riferimenti del tutto generici. E allora da dove viene la tradizione religiosa? Dai vangeli apocrifi.
Roma, 26 novembre 2007 - Re magi addio. Per non parlare della stella cometa. A pochi giorni dalla vigilia del Natale, gli storici ci fanno sapere che Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i portatori di oro, incenso e mirra non sono mai esistiti così come non c'è stata una stella cometa a far da sfondo al vero presepe di duemila anni fa.



L'unico dei quattro vangeli ufficiali a parlarne è quello di Matteo ma, a parere degli studiosi, il testo è poco attendibile e con riferimenti del tutto generici, oltre che scarsamente dettagliato a livello storico. Non dice che i Magi fossero re, nè che fossero tre, senza nemmeno dare indicazioni geografiche della patria, si parla solo di Oriente.



Secondo le ultime indagini storiche si accredita sempre di più la tesi che questi personaggi, ormai parte della nostra tradizione religiosa, non siano mai esistiti. Di re magi se ne parla su Focus Storia, il bimestrale Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sandro Boeri. "Tutto lascia pensare - osserva Mauro Pesce, docente di Storia del cristianesimo a Bologna e autore di numerosi libri - che la vicenda dei Magi sia solo un artificio letterario- propagandistico. Matteo scrisse intorno all'anno 80, quando la nuova religione si stava diffondendo fuori dalla Palestina.


"Probabilmente il suo vangelo volle lanciare un messaggio ai non-Ebrei, dicendo che Gesù si era rivelato anche e soprattutto a loro: infatti per gli Ebrei i magi erano gentili, cioè pagani; eppure, secondo Matteo, seppero dell'arrivo del Messia prima del clero a Gerusalemme".



"Nel racconto evangelico - aggiunge Francesco Sforza Barcellona, docente di Storia del cristianesimo all'università di Roma-Tor Vergata - ci sono messaggi in codice anche per gli Ebrei. Evidente è lo sforzo di far quadrare la figura di Gesù con le profezie bibliche. Per esempio la profezia in cui al Messia sarebbe stato donato oro d'Arabia e tributi. Ecco l'adorazione dei Magi, che con il loro oro legittimano Gesù in base ai parametri biblici".


Inoltre, sembra ci sia un dato certo che smentisce uno dei simboli fondamentali della storia dei maghi d'oriente: l'assenza di stelle con la coda. Secondo calcoli moderni la cometa di Halley, la più brillante che apparve negli anni 87 e 12 a.C. e che tornò visibile solo nel 66 d.C., sarebbe l'unica possibile a cui far riferimento ma fuori 'tempo utilè. E non si trova nessun tipo di citazione dell'astro anche nei testi laici.



Ma allora, considerata la scarsezza del Vangelo di notizie sui Magi, da dove derivano tutti i dettagli della tradizione? Dai vangeli apocrifi, ovvero tutti quelli esclusi dalla Chiesa dal libro della Bibbia, che sono pieni di elementi particolari e abbastanza fantasiosi, senza ovviamente avere alcuna concordanza nè fondamento storico.

Il vangelo armeno fa riferimento a tre fratelli, re di arabi, indi e persiani; ad un viaggio durato nove mesi e ad un inventario sterminato del carico della loro carovana. Sempre in questo testo si dice che i Magi avevano un seguito di dodicimila cavalieri preceduti da Eva, risorta per l'occasione, e che Erode per la rabbia della nascita del Messia causò un terremoto. Il vangelo arabo-siriaco, invece, parla del pannolino di Gesù, rubato dai Magi che tentarono di bruciarlo ritualmente sul fuoco ma le fiamme si spegnevano ed esso restava intatto.

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