martedì 5 febbraio 2008

194, puntuale arriva l'affondo di Ratzinger

194, puntuale arriva l'affondo di Ratzinger
L'Unità del 4 febbraio 2008, pag. 4

L'occasione è ghiotta per Papa Ratzin­ger, la Giornata nazionale per la vita. «Rispet­tare, tutelare e promuovere la vita umana sia prima della nascita che nella sua fase termi­nale», è il nuovo affon­do che Benedetto XVI ha rivolto davanti a oltre 40 mila fedeli riuniti ieri a piazza San Pietro, e che arriva proprio all'indomani di un documento congiunto - firma­to dai direttori delle cliniche delle facoltà di Medicina della Sapienza, Tor Vergata, Cattolica e Campus Biomedico - in cui si evidenzia che «un neonato vitale, in estrema pre­maturità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio, assistito adeguatamente» in caso di aborto terapeutico, anche senza il consenso della madre. Ed è subi­to polemica politica. Mentre ad un convegno a Cassino partono le contestazioni contro Giuliano Fer­rara, direttore de Il Foglio, che ha ri­badito la moratoria sull'aborto, e la teodem Paola Binetti, al grido di: «Vergogna, vergogna». «La civiltà di un popolo - ha detto il Papa ricordando il messaggio dei vescovi per la 30° Giornata per la Vita - si misura dalla sua capacità di servire la vita. Ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze si senta sempre spin­to ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. È infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispet­tare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisogno­sa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase ter­minale». Un monito-appello che scatena subito un acceso dibattito sulla tutela della vita fin dal suo concepimento, ma anche sulla re­visione della 194, già chiesta dal cardinal Ruini e dai vescovi italia­ni.



Se il presidente della Camera Fau­sto Bertinotti dice di ascoltare «con rispetto e distanza» le parole di Benedetto XVI sull'aborto, senza al­cuna «dipendenza», Rita Bernardini, segretaria dei Radicali Italiani, accusa i «potenti del Vaticano» per­ché «vogliono scegliere per gli al­tri: al posto dei genitori, della ma­dre. E vogliono prendere decisioni sulla vita di innocenti condannan­doli a un'esistenza di inferno sulla Terra». Plaude al documento dei quattro atenei romani il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, secondo cui «un Paese che vuole aprirsi al fu­turo, non può che difendere la vita fin dal suo concepimento». Per Pa­ola Binetti, teodem del Pd, conte­stata insieme a Ferrara a Cassino, «il diritto di essere nato da diritto ad essere rianimato» e chiede al Par­lamento di assumere una condizio­ne diversa dalla 194. E in serata interviene Livia Turco, ministro del­la Salute: «Quel documento degli atenei non parla della legge 194, legge importante che va difesa e ben applicata. Fa una raccomandazione agli operatori: sui prematuri estremi cure senza accanimento, coinvolgendo passo dopo passo i genitori».


Ma intanto quel documento ha di­viso il mondo scientifico. «Il suo contenuto è una sequenza di sciocchezze e di aggressioni che non tengono conto della verità dei fatti e che i miei colleghi si potevano ri­sparmiare», è il commento di Car­lo Flamigni, membro del Comita­to nazionale di bioetica. «Sono di­chiarazioni superflue e fastidiose - sottolinea -, perché è tutto conte­nuto nella legge 194 che prevede che, quando il feto è vitale, non val­ga la richiesta di interruzione per malconformazione e per problemi psicologici». E Claudio Giorlandi­no, presidente della Sidip: «Riani­mare un feto anche contro la vo­lontà della madre significa ingan­nare i genitori». Mentre Carlo Casi­ni, presidente del Movimento per la vita, auspica invece «l'esempio».

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