venerdì 14 dicembre 2007

I cattolici americani contro la Kidman

I cattolici americani contro la Kidman

• da La Stampa del 10 dicembre 2007, pag. 12

di Maurizio Molinari
Proteste, appelli al boicottaggio, mobilitazione delle Chiese e una rara convergenza fra gruppi militanti cattolici ed evangelici: l’oggetto della condanna è «Golden Compass», il film con Nicole Kidman, appena uscito, accusato di «denigrare il cristianesimo» e di «fomentare l’ateismo» nelle giovani generazioni nel bel mezzo delle feste natalizie.

«Golden Compass» è basato sul primo romanzo della trilogia del britannico Phillip Pullman e racconta la storia della piccola Lyra che indagando sulla scomparsa dell’amica del cuore arriva in un mondo parallelo governato dall’autoritario Magisterium che ricorda il potere temporale della Chiesa. La «Bussola dorata» è l’oggetto magico che accompagna la piccola Lyra nella ricerca della verità, affiancandola a Mrs Coulter interpretata da Nicole Kidman, ma il racconto fantastico destinato ai più giovani è definito dalla Lega cattolica un «assalto al cristianesimo». Anche perché nel mondo parallelo ogni personaggio è affiancato da un animale che ne rappresenta l’anima, smontando così l’idea della vita umana descritta dalla Bibbia. «La trilogia di Pullman punta a portare i bambini sulla strada dell’ateismo», accusa William Donahue, presidente della Lega cattolica, ricordando che nel terzo libro la bambina uccide un personaggio chiamato «Dio».

Da qui la mobilitazione: il Christian Post è uscito ieri titolando «Appello ai cristiani per sollevarsi contro Golden Compass» e in più diocesi gruppi di attivisti pianificano proteste, dal picchettaggio delle sale all’acquisto in massa di biglietti per lasciare i cinema vuoti. Per avere un’idea di cosa implica l’appello di Donahue basta pensare che la Lega cattolica «per i diritti civili e religiosi» conta oltre 350 mila iscritti negli Usa, ha il quartier generale nella sede dell’arcidiocesi di New York e gode dell’aperto sostegno anche di rappresentanti delle arcidiocesi di Los Angeles, Denver e Boston. Già in occasione del film «L’Ultima tentazione di Cristo» e di alcune puntate del telefilm «South Park» la Lega era scesa sul piede di guerra ed ora Donahue torna alla carica: «Siamo all’inizio di una campagna perché il lancio del film anticipa l’arrivo nelle librerie dei volumi di Pullman che proprio durante il periodo di Natale diffonderanno inganni e false verità, puntando a corrompere i più piccoli».

Nell’impegno per difendere i fondamenti della fede cristiana, la Lega cattolica trova come alleati alcuni dei gruppi evangelici più combattivi come il «Focus on the Family» di James Dobson e la «Commissione cristiana su film e tv» di Ted Baehr che daranno alle stampe delle pubblicazioni ad hoc per ribattere ai messaggi del «Golden Compass». Di fronte alle polemiche i produttori di New Line hanno respinto le accuse «perché è una pellicola su coraggio, responsabilità, amore e libertà», mentre Pullman ha reagito dalle colonne del Chicago Tribune definendo «dittatori» tutti coloro che «si oppongono a film o libri»: «Nel mondo che voglio non c’è spazio per i dittatori, sono un democratico», afferma lo scrittore, secondo il quale «Golden Compass» non dovrebbe causare più scandalo di quanto non ve ne fu lo scorso anno per il film «Cronache di Narnia». La contro-replica è arrivata da Adam Holz, direttore della rivista Plugged online di «Focus on the Family», con un lungo editoriale intitolato «Simpatia per il Diavolo»: «Il messaggio diffuso da Pullman è eretico e blasfemo». Sul fronte opposto a difendere l’opera dello scrittore britannico ci sono gruppi ateisti come la Fondazione «Freedom from Religion» (Libertà dalla religione), la cui presidente Annie Laurie Gaylor è intervenuta su Air America Radio: «Concordo con Pullman, è la religione ad avvelenare ogni cosa, è positivo se si spingono i bambini a pensare con la propria testa, senza soffrire l’autorità della Chiesa».

La virulenza della polemica sembra aver preso in contropiede le gerarchie ecclesiastiche. La conferenza episcopale ha evitato di sposare apertamente il boicottaggio perché «il film ha al centro lo scontro fra il bene e il male», mentre il Seminario teologico dei battisti del Sud suggerisce ai fedeli di «dimostrare che i cristiani non temono la battaglia delle idee».

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