lunedì 17 dicembre 2007

Unioni civili, il giorno della verità all’ombra del Vaticano

l’Unità 17.12.07
Unioni civili, il giorno della verità all’ombra del Vaticano
Oggi a Roma in Consiglio comunale voto su due delibere e sull’ordine del giorno del Pd contestato dalla sinistra

È davvero arrivato il giorno della verità per la discussa istituzione nella capitale del registro delle Unioni civili? Dopo un lungo iter e altrettante polemiche, oggi in consiglio comunale arrivano due delibere, una di iniziativa popolare, per istituire il registro e un ordine del giorno, promosso dal Pd, che sollecita il Parlamento a legiferare in materia, sottolineando la non competenza comunale e proponendo una delibera quadro su quanto già il Campidoglio fà in tema di diritti di chi convive. Ad infuocare la vigilia è arrivata la presa di posizione del Vicariato di Roma contrario non solo al registro, ma anche all’ordine del giorno. «I cattolici che siedono in Consiglio comunale, e tutti coloro che considerano la famiglia fondata sul matrimonio come la struttura portante della vita sociale, da non svuotare di significato attraverso la creazione di forme giuridiche alternative - è la linea del Vicariato - saranno dunque presto chiamati a mostrare la propria coerenza e la propria determinazione».
E l’appello del Vicariato non è caduto nel vuoto: pronti ad accoglierlo An e gli altri partiti del centrodestra. Ma anche l’Udeur romana, che ha incrinato ancor di più le posizioni nella maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Walter Veltroni. Il segretario romano e capogruppo capitolino dell’Udeur Gianfranco Zambelli ha ribadito il no del suo partito all’istituzione del registro delle Unioni civili e ha annunciato anche il no all’ordine del giorno di mediazione promosso dal Pd. L’Udeur invita così «i colleghi cattolici» ad accogliere l’appello del Vicariato e a esprimere un triplo no. La sinistra, invece, continua la sua battaglia in aula e fuori. Oggi, in piazza del Campidoglio, ha organizzato in concomitanza con il dibattito in consiglio comunale, un sit-in, annunciato nei giorni scorsi dalla capogruppo del Prc Adriana Spera come un nuovo «contro-Family Day», a cui aderiscono le associazioni e organizzazioni del mondo omosessuale. Prc, Pdci, Verdi, Sd e Ps hanno già anticipato che voteranno no all’odg del Pd e presenteranno un emendamento che accoglie l’idea delle «unioni solidali». «Ci auguriamo che le pressioni messe in atto dalla Conferenza episcopale non portino a bocciare la delibera. Se ciò dovesse avvenire sarebbe un pessimo segnale per il Paese», ha detto il capogruppo alla Camera dei Verdi Angelo Bonelli. Il Pd, in Campidoglio, nonostante le critiche arrivate dal Vicariato, prosegue sulla strada dell’ordine del giorno di mediazione. Il capogruppo capitolino Pino Battaglia, ha invitato tutti a «non esasperare i toni», auspicando un «dibattito serio e utile» che approdi a un «provvedimento condiviso».

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