domenica 2 dicembre 2007

Unioni civili, il rebus di Veltroni i radicali: è ostaggio del Vaticano

Repubblica 2.12.07
Unioni civili, il rebus di Veltroni i radicali: è ostaggio del Vaticano
Fiaccolata per il registro. Il Comune: serve una legge
di Giovanna Vitale

ROMA - Guai in casa per il leader del Pd. Avviato il dialogo sulle riforme in Parlamento, Walter Veltroni rischia di raccogliere i cocci della sua maggioranza in Campidoglio. Pomo della discordia: l´istituzione del registro delle unioni civili nella capitale. Proposta affidata a due diverse delibere - una di iniziativa consiliare, l´altra popolare - già incardinate nell´ordine dei lavori dell´aula Giulio Cesare.
A denunciare il pericolo affossamento sono stati, ieri, i Radicali. Allarmati per l´incontro di mercoledì in Vaticano fra il sindaco di Roma e il segretario di Stato Tarcisio Bertone. E a poco vale la precisazione giunta subito dal gabinetto del sindaco: «La visita era fissata da mesi, le coppie di fatto non c´entrano». Per Marco Pannella «Veltroni è un trasformista», perciò «il 4 dicembre faremo una fiaccolata in Campidoglio: per dar voce a tutti quei cittadini che non accettano di farsi dettare l´agenda da Oltretevere».
Chiaro l´obbiettivo: accendere i riflettori sul consiglio comunale chiamato a esprimersi sul registro delle unioni civili. Sul quale, però, l´Unione traballa: con la sinistra radicale a chiedere la confluenza delle due delibere in un provvedimento più soft, «concordato in tre riunioni di maggioranza con la vicesindaco Maria Pia Garavaglia, delegata da Veltroni a trovare una sintesi», spiega la capogruppo del Prc Adriana Spera; l´Udeur, insieme all´opposizione, fermamente contraria. Nel mezzo il Pd, che «sta lavorando per arrivare a una soluzione condivisa da tutti», dice il capogruppo Pino Battaglia, tentando di sopire le frizioni interne al partito. Evidenti nelle parole del suo vice, Amedeo Piva, ex Dl di area Letta: «Se la sinistra si impunta andrà a sbattere contro un muro invalicabile; si tratta di una delibera inutile e inopportuna». Parole stigmatizzate non solo dal segretario di Rifondazione Massimiliano Smeriglio («Sembra Pio IX alla vigila della breccia di Porta Pia»), ma anche dai due consiglieri del Pd Paolo Masini e Giulio Pelonzi: «La posizione di Piva è rispettabile ma del tutto personale, in questo momento c´è bisogno di dialogo, non di inasprire i toni».
Dialogo che domani Veltroni cercherà in una riunione della maggioranza. Per ribadire, trapela dal Campidoglio, l´importanza di un tema che però spetta al Parlamento disciplinare, non ai Comuni. Tanto più nella capitale dove, sin dal ‘90, è in vigore il Dpr 223/89 che istituisce la famiglia anagrafica, attribuendo a tutte le persone conviventi, anche con figli, gli stessi diritti di accesso agli asili nido e di riduzione dei tributi. Dunque, è la tesi di Veltroni, nei fatti già Roma non discrimina chi abita sotto lo stesso tetto. Il registro non aggiungerebbe nulla. È solo una bandiera ideologica: chi intende sventolarla a ogni costo, si assumerà il rischio di una bocciatura. Probabile alla luce del percorso che si va delineando: accantonare la delibera (con la possibilità che il Pd voti contro, insieme al centrodestra) per approvare un ordine del giorno che impegni il sindaco a promuovere una legge sulle unioni civili in Parlamento.

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