lunedì 10 dicembre 2007

I CAVEAU DI MADRE TERESA

pubblicato sul sito: http://www.famvin.org/it/modules.php?name=News&file=article&sid=3274

I CAVEAU DI MADRE TERESA

Sono già dieci anni che Agnes Bojaxhiu, meglio conosciuta come madre Teresa, è passata a miglior vita e i giornali di tutto il mondo si stanno già contendendo l’onore di commemorarne la figura. Ma fu veramente amata la piccola donna albanese assurta alla fama internazionale grazie ad un servizio della televisione inglese andato in onda nel 1969 e che la chiesa cattolica intende santificare al più presto? A giudicare dal racconto delle sue ex-consorelle uscite dall’ordine e di altri personaggi che la conobbero bene pare proprio di no. Alcuni hanno addirittura sollevato questioni oltre che sui suoi metodi di lavoro anche sulle presunte guarigioni avvenute grazie alla sua intercessione ultra-terrena. Pare infatti che il miracolo riconosciuto dal Vaticano nel 2002 riguardante la guarigione di Monica Besra, una donna indiana di 30 anni affetta da un tumore nella zona addominale e guarita grazie all’apposizione di un ciondolo con l’immagine di madre Teresa non sia altro che una leggenda. Le cartelle mediche provano al di là di ogni dubbio che Besra non soffriva di alcuna patologia neoplastica. e non si sa come abbia potuto presentare un rapporto dettagliato sul miracolo di cui avrebbe beneficiato essendo completamente analfabeta.

Una cosa è certa: per tutti gli anni ’80, madre Teresa ebbe come unico consigliere legale Jim Towey, che fino al maggio del 2006 è rimasto a capo dell’Agenzia per le Iniziative Religiose istituita dal governo Bush nel 2002. Towey era una vera e propria macchina succhiasoldi, la cui unica preoccupazione era fornire alle organizzazioni di ispirazione religiosa una fetta di torta sempre più grande. Inoltre, garantiva il 40% di finanziamenti a fondi perduti alle imprese disposte ad intraprendere progetti di formazione del personale comprensivi di indottrinamento religioso.

Dieci anni prima della morte di madre Teresa, quando Towey era ancora il suo consigliere legale, la rivista tedesca Stern scoprì che le suore della Misericordia frodavano regolarmente la legge indiana che impone alle organizzazioni umanitarie di rivelare sia la provenienza che l’ammontare delle somme ricevute in beneficenza. Sempre secondo i giornalisti di Stern, madre Teresa considerava un suo diritto inalienabile prendere tutto ciò che voleva senza pagarlo. Ancora oggi, i beni dell’ordine sono coperti dal segreto più assoluto.

In Germania, le questioni finanziarie erano nelle mani di madre Paulina, che rifiutò di rispondere a qualsiasi domanda postale dai giornalisti di Stern sull’ammontare delle donazioni. Gli orfani indiani adottati in Germania venivano segnalati dalle suore della Misericordia alla “ProInfante”, un’agenzia che aveva il monopolio sulle adozioni. Il viaggio dovevano però pagarlo i genitori adottivi, le suore rispondevano immancabilmente di essere troppo povere per pagare il biglietto aereo ai bambini.

Il fotografo e regista britannico Donald McIntyre riuscì a filmare di nascosto le terribili condizioni di vita degli orfani rinchiusi nelle case della Misericordia. Ogni camerata aveva circa trenta letti letteralmente attaccati gli uni agli altri e non passava neppure un filo d’aria. I bambini passavano il tempo dondolandosi incessantemente come piccoli animali selvaggi. Alcuni avevano bagnato i letti e nessuno si era preoccupato di cambiarli. Ma quello che ferì McIntyre più di ogni altra cosa furono i legacci con i quali i piccoli erano stati assicurati ai letti. Il primo agosto del 2005, i filmati girati da McIntyre nella casa della Misericordia di Calcutta furono mandati in onda dalla BBC inglese.

Lo scrittore indiano Arup Chatterjee ha scritto un libro sulla vita di madre Teresa, in cui la figura della monaca albanese appare molto diversa da quella preparata dal settore marketing del Vaticano. Chatterjee ricorda che nell’autunno del 1994, l’India fu sconvolta da una serie di inondazioni che uccisero migliaia di persone e persino le prostitute si adoperarono per alleviare le sofferenze degli sfollati, solo le sorelle della Misericordia ignorarono i duecentomila sfollati rimasti senza nulla.

Madre Teresa temeva la stagione dei monsoni e in autunno si trasferiva alla Holy Ghost di New York, sicuramente la più redditizia delle case da lei fondate. Lì arrivavano donazioni tutti i giorni, con importi spesso superiori ai centomila dollari. La polacca Eva Kolodziej, che abbandonò i voti alcuni anni fa, racconta che le 25 suore addette alla contabilità non riuscivano a tenere il passo con l’incessante flusso di denaro che continuava a scorrere come l’acqua di un torrente. Nei magazzini dei sotterranei erano custoditi beni per centinaia di migliaia di dollari e, in compenso, le spese erano molte limitare perché i volontari non percepivano alcun compenso.

Le cose andavano discretamente bene anche in Inghilterra, dove l’ordine della Misericordia incassò donazioni per circa quattro milioni degli attuali euro nel 1991. Per paura che qualcuno venisse a conoscenza delle somme che arrivavano dai filantropi, madre Teresa rifiutava di acquistare fotocopiatrici e fax, tutto veniva annotato rigorosamente a mano sui piccoli quaderni. “Arrivava un mare di soldi - ricorda ancora Gloria Shields - ma quando chiesi alla madre se potevamo comprare un abito per una bambina indiana che voleva fare la prima comunione mi rispose di no e l’anno dopo fu ancora no, così decisi di abbandonare il velo. Tornai a vivere tra la gente, come una persona normale. Mi sorprende che il Vaticano abbia deciso di santificare madre Teresa…”. Shields forse non lo sa ma il buon Mark Twain diceva: “Date a una persona qualsiasi una reputazione e dormirà tranquillo fino a mezzogiorno....” Con l’appoggio dei media anche per l’eternità.

di Bianca Cerri

FONTE: altrenotizie.org, 27 Agosto 2007

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