giovedì 20 dicembre 2007

L'offensiva della Chiesa

L'offensiva della Chiesa

La Repubblica del 5 aprile 2007, pag. 22

di Paolo Flores d'Arcais

La modernità che cono­sciamo, la modernità occi­dentale che porta alla de­mocrazia, si fonda sull'idea di autonomia dell'uomo. Autos nomos, l'uomo che è legge (nomos) a se stesso (autos). L'uomo è dun­que sovrano, stabilisce la propria legge, anziché riceverla dall'Alto e dall'Altro, da un Dio trascen­dente. L'uomo è libero proprio perché non è più costretto ad obbedire a norme che gli vengono imposte dall'esterno (eteros no­mos, eteronomia), ma in realtà dai poteri terreni che quella vo­lontà divina pretendono di in­carnare (Papi e/o Re). La premessa della modernità è l'autono­mia, la sua promessa è la sovra­nità dell'autogoverno.



Il lungo papato diKarol Wojtyla ha costituito una ininterrotta denuncia e critica di questa modernità (modernità incompiuta, si badi: le democrazie realmente esistenti sono ben lungi dal rea­lizzare la sovranità dei cittadini). Il Papa polacco ha denunciato l'illuminismo come l'alambicco che ha prodotto — proprio a par­tire dalla pretesa dell'autonomia dell'uomo — il nichilismo mora­le e di conseguenza i totalitarismi del XX secolo e i loro omicidi di massa. Voltaire all' origine dei La­ger e del Gulag, insomma!



Tanto Wojtyla quanto il suo successore hanno fatto dunque propria la celebre frase di Dostoevskij: "Se Dio non esiste, tut­to è permesso". Joseph Ratzinger, che di Papa Wojtyla è stato del resto il principale ideologo, sta solo radicalizzando l'anate­ma di Giovanni Paolo II contro la modernità, e lo sta inquadrando in una vera strategia culturale e politica. In una efficace crociata oscurantista, che ha oggi nuove possibilità di successo (almeno parziale) grazie anche al clima di fondamentalismo cristiano che sta accompagnando negli Usa la presidenza Bush.



La chiave di volta di questa strategia è l'idea che — di fronte alla crisi di valori che sta portan­do il mondo globalizzato al tra­collo, attraverso conflitti incon­trollabili e sfiducia delle demo­crazie in se stesse — "solo un Dio ci può salvare". Il vero scontro di civiltà vede dunque da una parte le religioni nel loro insieme, e dall'altra l'inevitabile deriva nichili­sta di ogni società che voglia fare ameno di Dio (e di una "legge na­turale" che coincide però pun­tualmente con la legge di Dio).



Il discorso di Ratisbona, che ha spinto più di un governo islami­co a scatenare contro il Papa il fa­natismo delle folle, era in realtà un invito ai monoteismi (Islam compreso, e anzi Islam più che mai) a fare fronte comune contro la vera minaccia che incombe sulla civiltà: l'ateismo e l'indiffe­renza, e insomma un laicismo che pretende di escludere Dio dalla sfera pubblica e dalla elabo­razione delle leggi. Ratzinger ov­viamente non mette tutte le reli­gioni monoteiste sullo stesso piano: alla religione cristiana nella sua versione "cattolica apostolica romana" riserva il prima­to che gli verrebbe dalla capacità, che solo il cattolicesimo realizza in modo compiuto, di essere una religione non solo della fede ma anche del logos. Una religione, cioè, capace non solo di assume­re la rivelazione divina ma anche di inverare in sé la ragione uma­na e la sua tradizione, da Socrate in avanti. Una religione del vero illuminismo, della ragione "rettamente intesa .



Ma se la dottrina della Chiesa di Roma e del suo Sommo Ponte­fice costituiscono una Verità che non è solo di fede ma anche di ra­gione, ne consegue la pretesa che parlamenti e governi non pro­mulghino leggi in conflitto con tale dottrina, poiché sarebbero leggi in violazione della "natura umana", di quell'animale razionale che è e deve essere l'uomo. E contro natura, come sappiamo, sono secondo la Chiesa cattolica l'aborto, la contraccezione (compreso il preservativo), il di­vorzio, la ricerca scientifica con cellule staminali, l'omosessua­lità, e ovviamente l'eutanasia (cioè la decisione di un malato terminale, sottoposto a sofferen­ze inenarrabili, che la sua tortura non venga prolungata).



In tutti questi ambiti, che con il progresso scientifico vanno al­largandosi, Ratzinger continua a ripetere che un parlamento e un governo, che approvassero leggi "contro natura", diventerebbero ipso facto illegittimi, anche se eletti con tutti i crismi della de­mocrazia costituzionale. E' la stessa posizione cheWojtyla aveva già affermato di fronte al par­lamento polacco (il primo eletto democraticamente dopo mezzo secolo!), arrivando a definire l'a­borto "il genocidio dei nostri giorni". Pronunciate nel conte­sto polacco, parole del genere stabiliscono una raccapricciante equazione tra olocausto e abor­to, tra una donna che abortisce e una Ss che getta un bambino ebreo in un forno crematorio.



Queste cose venivano — ahimè — perdonate a Wojtyla (anche dal mondo laico) per via del suo "pacifismo". Joseph Rat­zinger ha invece avviato una fase nuova: è convinto che la crisi del­le democrazie offra alla Chiesa maggiori e insperati spazi di in­fluenza, sia presso la classe poli­tica sia presso i cittadini. La stra­tegia è esplicita anche nei tempi e nei luoghi: l'Italia è considerata l'anello debole, dove sperimen­tare inizialmente questa vera e propria "riconquista", per passare poi alla Spagna, senza perdere le speranze per una futura azione in Germania. La Francia, allo sta­to attuale, sembra ancora troppo radicata nella sua laicità repub­blicana, perché una crociata cul­turale e politica oscurantista sia ipotizzatile.



Il cuore di questa strategia, cioè il fronte comune delle reli­gioni contro l'illuminismo del­l'uomo autonomo, è destinata al­l'insuccesso. Ogni religione pre­tende di essere "più vera" delle altre, il conflitto seguito al discor­so di Ratisbona non resterà l'uni­co.



Ma i danni che questa nuova santa alleanza cattolico-islamica (e di parti crescenti dell'ebraismo, oltre che dei protestantesi­mi di nord e sud America) sta producendo nella sua pars destruens contro la democrazia sono già in­genti. In Italia il 70% dei cittadini si è dichiarato a favore dell'euta­nasia, ma la Chiesa è riuscita a bloccare perfino una legge incre­dibilmente moderata sulle cop­pie di fatto. E per il 12 maggio è prevista una gigantesca manife­stazione clericale di massa bene­detta dalla conferenza episcopa­le italiana. E come da copione, anche quella spagnola annuncia una nuova fase offensiva. Mentre il mondo laico, per disattenzione o per opportunismo, tace (e l'at­tacco contro la scienza darwiniana intanto dilaga, dalla Casa Bianca alla cattedrale di Vienna).

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