lunedì 17 dicembre 2007

Monopolio vaticano

Monopolio vaticano

Left Avvenimenti del 21 settembre 2007, pag. 89

di Marco Cappato

«Nutrire i malati è un dovere». «Dargli da bere anche». Messa così, chi potrebbe mai non essere d'accordo? Se però parliamo di persone le cui cellule cerebrali sono completa­mente bruciate, magari a causa di un in­farto, che non potranno mai tornare a una vita cosciente e che, da coscienti, avevano chiaramente indicato che in quelle condizioni non avrebbero voluto essere curate, allora anche il dovere di nutrire i malati si può trasformare in una violenza. E in un affare, sulla pelle di chi è oggetto passivo di "cure", che non avrebbero mai voluto. Le ultime ester­nazioni della Sacra Congregazione per la dottrina della fede (ex Sacra Congregazione della Romana Universale In­quisizione) in materia di stato vegetati­vo persistente di per sé non sono certo una novità, pur essendoci state propina­te come notizia clamorosa. E forse proprio qui sta il primo scandalo, che in Ita­lia non ha scandalizzato nessuno. Sono mesi che il Vaticano, nelle sue varie e ar­ticolate formazioni, ripete sempre le stesse cose, e ogni volta i media le pre­sentano senza alcun contraddittorio alla pari, senza esprimere la molteplicità delle posizioni di altre religioni o di posi­zioni diverse nella stessa Chiesa. Si "spa­ra" come notizia di primo piano una no­tizia sempre uguale a se stessa, riportan­do poi (quando va bene) il solito coro di piccoli e tagliuzzati commenti favorevoli e contrari. Il monopolio mediatico del­l'etica, consegnato in Italia illegalmente al Vaticano, non ha confronti in Europa. Come "Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica" abbiamo chiesto ai massimi responsabili editoria­li, e in particolare al servizio pubblico della Rai, di iniziare a rappresentare con pari dignità la pluralità visioni che la Co­stituzione difende e valorizza, e dunque di aprire un vero confronto e contraddit­torio sul piano religioso e teologico, oltre che politico e sociale. Nessuna risposta. L'impossibilità di replica ha consentito di coprire il più evidente dei paradossi. Il Vaticano, infatti, accusa i Radicali di es­sere materialisti e scientisti, ma è pro­prio il Vaticano ad abbracciare una posi­zione di materialismo assoluto: alla macchina, cui è attribuito un connotato di "naturalità", si affida tutto il potere di decidere sulla vita. Se la macchina regge per mesi o anni a infilare liquidi o aria in un corpo trattato come oggetto, allora quella diventa "Natura Intoccabile e In­violabile"; in una parola: "Sacra". La somministrazione, sotto controllo me­dico e con l'ausilio di macchinari e inter­venti chirurgici, di preparati nutriziona­li misti a medicine viene spacciata per "cibo" e "acqua", come se si stesse parlan­do di normali pranzi e cene. Siamo di fronte a una vera e propria idolatria del­la tecnologia, sotto la quale scompare tutto ciò che è volontà, speranza, scelta, sia da parte del malato che delle persone che lo amano. La vita come fatto pura­mente biologico è sequestrata dalle macchine e dai loro proprietari.



Con il progresso delle tecniche di riani­mazione, di questo passo avremo deci­ne di migliaia di persone riempite e svuotate, di giorno e di notte, a occupare "Case di non-cura" che proliferano in giro per l'Italia, gonfiando le casse di imprenditori sanitari - dei quali il mon­do vaticano è particolarmente ricco - mentre negli ospedali spesso non si tro­va nemmeno un posto in rianimazione per curare persone che davvero potreb­bero essere curate. A questo punto è gran tempo che il ministro della Sanità Livia Turco realizzi un'indagine cono­scitiva sulla realtà delle persone in sta­to vegetativo in Italia, magari senza bi­sogno di creare l'ennesima commissione ministeriale dai tempi biblici.

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