lunedì 17 dicembre 2007

Suvvia, porgete l'altra Ici

Suvvia, porgete l'altra Ici

Il Riformista del 29 agosto 2007, pag. 2

E’ stata una battaglia di que­sto giornale e dunque fa piacere sapere che la Commissione europea ha chie­sto finalmente «informazioni supplementari» su «certi van­taggi fiscali delle chiese italia­ne», anche se non ha ancora deciso se aprire un'inchiesta. Lo ha annunciato ieri Jonathan Todd. il portavoce del commis­sario alla Concorrenza Neelie Kroes, facendo intendere tutta­via che nel caso si tratterebbe di un'inchiesta pesantissima. quella per aiuti di Stato. E sarebbe la prima volta che la Chiesa finisce nel mirino del­l'antitrust europeo.



Passi il fatto che i luoghi di culto, cioè le chiese, non paghi­no l'Ici. Ma quel che risulta incomprensibile è che in oltre un anno di governo Prodi, caratte­rizzato da una cura di cavallo sui conti pubblici passata attra­verso una finanziaria pesante, appunto, sul versante della tassazione, l'esecutivo non sia riu­scita a eliminare, o almeno a modificare, una legge indifendibile, quella cioè che ha cancella­to l’Ici per gli immobili com­merciali in mano alla Chiesa. Una legge ereditata dal governo Berlusconi contro la quale ha sempre protestato una parte della maggioranza, segnatamente la Rosa nel Pugno, ma sulla quale hanno espresso la lo­ro contrarietà anche alcuni dei beneficiari, come ad esempio i valdesi. Ora Bruxelles vuole capire, giustamente, per quale mo­tivo un bed and breakfast o una palestra italiani, se di proprietà di un'organizzazione religiosa, debbano essere esentate dall'Ici e godere altri benefici fiscali preclusi al resto della popolazione italiana.


Todd ha spiegato ieri che le informazioni sono state chieste dopo le segnalazioni, nel 2006, da parte di alcuni soggetti italia­ni di cui però Bruxelles non ha voluto riferire l'identità. E pro­prio ieri, il quotidiano dei vesco­vi Avvenire ha pubblicato un in­tervento del segretario della Cei, Giuseppe Betori. «L'esen­zione dall'Ici - ha osservato - si applica alle sole attività religio­se e di rilevanza sociale ed è del tutto uguale a quella di cui si giovano gli altri enti non com­merciali, in particolare il terzo settore. Chi contesta un tale at­teggiamento dello Stato manife­sta una sostanziale sfiducia nei confronti di molteplici soggetti sociali di diversa ispirazione, particolarmente attivi nel con­testare il disagio e la povertà». E che c'entrano i bed and breakfast con la povertà?

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