domenica 9 dicembre 2007

Visto l'inizio della campagna per l'8 x 1000

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&Luogo=Main&Data=2003-12-10&Pagina=2

NEW YORK - L'arcidiocesi di Boston ha acceso un'ipoteca sulla Cattedrale della Santa Croce e sul seminario cattolico cittadino per reperire i fondi necessari a compensare centinaia di vittime di abusi sessuali da parte di preti.
La sofferta decisione è la seconda in pochi giorni: la scorsa settimana l'arcivescovado aveva annunciato la messa sul mercato della casa del vescovo, il grandioso palazzo di Brighton che per 75 anni era stato la residenza privata dei leader di una delle più popolose diocesi cattoliche d'America. L'arcidiocesi di Boston deve reperire 85 milioni di dollari previsti da un accordo extragiudiziario a compenso di 540 persone che affermano di esser state al centro di abusi sessuali da parte di membri del clero e la vendita della residenza del vescovo dovrebbe servire a coprire il grosso della somma. Ma la chiesa di Boston ha bisogno di cominciare gli esborsi fin da questo mese: ecco dunque la decisione di far ricorso alle banche usando come garanzia due delle sue più importanti proprietà immobiliari.

Lo scandalo della pedofilia nel clero cattolico di Boston è esploso due anni fa
quando un sacerdote, John Geoghan, fu condannato per molestie su un ragazzino di dieci anni. Il caso Geoghan ispirò un'inchiesta a vasto raggio del Boston Globe che riuscì a individuare centinaia di altri casi di abuso.
Geoghan è stato ucciso in carcere qualche mese fa da un altro detenuto dichiaramente anti-gay.

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